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pubblicato il 22 giugno 2012

Auto elettriche, come sarà la rete di ricarica privata e pubblica in Italia

Il testo in via di approvazione prevede l'installazione delle colonnine in grandi edifici e condomini

Auto elettriche, come sarà la rete di ricarica privata e pubblica in Italia

Per l'auto elettrica il 2011 è stato l'anno del debutto in Italia, il 2012 si sta confermando l'anno della sua più ampia promozione e nel 2013 arriveranno gli incentivi. Ma la rete di ricarica? Questo ostacolo, niente affatto sottovalutabile, resta e, sebbene siano stati compiuti diversi progressi nelle grandi città, la rete è molto lontana dall'essere capillare o nazionale. Il testo sulla promozione della mobilità sostenibile in discussione in Parlamento, lo stesso che introduce gli incentivi alle auto a basso impatto ambientale, vuole fare ordine in materia. Vediamo come.

LA RETE DI RICARICA NEI NUOVI EDIFICI SARA' OBBLIGATORIA
All'articolo 5 del testo in via di approvazione leggiamo che i comuni, una volta che la legge entrerà in vigore (e se non ci saranno modifiche), dovranno obbligatoriamente "prevedere per gli edifici di nuova costruzione ad uso diverso da quello residenziale con superficie utile superiore a 500 mq e per i relativi interventi di ristrutturazione edilizia, l'installazione di infrastrutture elettriche per la ricarica" delle auto elettriche. La colonnina o qualsiasi altro tipo di dispositivo per la ricarica potrà essere collocata in un parcheggio coperto o scoperto, ma non ci sono indicazioni sulle "quantità". La legge così com'è non fornisce alcuna indicazione circa un numero minino né massimo di dispositivi per la ricarica.

L'INSTALLAZIONE NEI CONDOMINI
Per quanto riguarda l'installazione di colonnine o di qualsiasi altro tipo di dispositivo per la ricarica domestica dell'auto elettrica il disegno di legge prevede che sia l'assemblea di condominio a sentenziare. Ottenuta l'approvazione dei lavori infrastrutturali tramite la maggioranza dei voti, si può procedere con l'opera edilizia. Nel caso in cui il condominio invece si rifiuti, il singolo condomino interessato può installare a proprie spese i dispositivi necessari alla sua ricarica personale.

IL "PIANO NAZIONALE"
Il "piano nazionale infrastrutturale per la ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica" mira a garantire su tutto il territorio i livelli minimi uniformi di accessibilità al servizio di ricarica dei veicoli elettrici. Questo piano viene aggiornato ogni anno il 30 giugno e definisce le linee guida per garantire lo sviluppo unitario del servizio di ricarica sulla base di criteri oggettivi che tengano conto dell'effettivo fabbisogno nelle diverse realtà territoriali e permetta, là dove possibile, il recupero del patrimonio edilizio. In particolare il piano prevede: l'istituzione di un servizio omologato a quello europeo; l'introduzione di procedure di gestione che riguardano l'assegnazione dei costi di ricarica al cliente che la effettua identificandolo univocamente; la predisposizione di tariffe differenziate; la regolazione di tempi e modi di ricarica; l'introduzione di agevolazioni anche amministrative in favore dei titolari e dei gestori degli impianti di distribuzione del carburante per ammodernare gli impianti e la realizzazione di programmi di promozione per adeguare gli edifici esistenti.

IL FINANZIAMENTO DEL PIANO NAZIONALE
Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti finanzierà il "piano nazionale infrastrutturale per la ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica" con 70 milioni di euro ogni anno dal 2013 al 2015. Il Ministero partecipa al cofinanziamento fino ad un massimo del 50% delle spese sostenute per l'acquisto e per l'installazione degli impianti. Per dare poi un'accelerata allo sviluppo è stato previsto per il 2013 uno sblocco tempestivo di 20 milioni di euro da destinare alle aree urbane ad alta congestione di traffico.

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Tag: Attualità , auto elettrica


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