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pubblicato il 18 giugno 2012

Il Fondo di garanzia per le vittime della strada è in rosso

Mancano 71,6 milioni di euro per colpa delle Rc auto che vengono evase

Il Fondo di garanzia per le vittime della strada è in rosso

Pessime news per gli automobilisti sul fronte Rc auto: stavolta non sono le Compagnie ad alzare le tariffe, ma è il Fondo di garanzia per le vittime della strada a risultare in rosso. La corte dei Conti ha appena evidenziato con un passivo di 71,6 milioni di euro, un dato che è la diretta conseguenza dei 3,5 milioni di veicoli senza Rca in Italia. La ragione è semplice: ogni volta che un guidatore normalmente assicurato con la polizza obbligatoria incappa in una di queste “mine vaganti” prive di copertura, subendo un incidente, per ottenere il risarcimento dovrà rivolgersi al Fondo vittime. Idem nel caso in cui l’auto (spesso non assicurata) si trasforma in macchina pirata, fuggendo dal luogo del sinistro senza prestare soccorso alla vittima.

PRIMO, PIÙ TASSE
Si tenga presente che il premio da pagare per la polizza Rca, comprende anche le imposte da versare alle Province (attorno al 12,5%, ma quasi tutte l’hanno fatto schizzare al 16%, il massimo) e i contributi per il Servizio sanitario nazionale (10,5%), più quello per il Fondo vittime (2,5%). Voliamo su vette incredibili, oltre un quarto della tariffa viene sbranato dalle tasse: un record europeo. È chiaro che la tassa per il Fondo vittime rischia di alzarsi: in un modo o nell’altro dovrà pure far fronte a questa situazione pesantissima, con il fenomeno delle macchine senza Rca e dei pirati in costante crescita. Senza contare le Compagnie fantasma, un incubo specie al Sud Italia, con vetture in viaggio con polizze fasulle.

SECONDO, PIÙ TEMPO
È quindi legittimo che cresca la preoccupazione per gli automobilisti onesti, i quali circolano pagando la Rca: se hanno la sfortuna di essere coinvolti senza colpa in un incidente con una vettura senza polizza, nella migliore delle ipotesi l’altro guidatore si fermerà per prestare soccorso, ammettendo poi di non essere coperto (oppure fingerà di avere la polizza esibendone una fasulla); nella peggiore, quell’altra macchina si dà alla fuga, diventando un pirata della strada. Il problema è che il Fondo di garanzia - sommerso di richieste di rimborso - sta accuratamente vagliando ogni domanda d’indennizzo. Per velocizzare la pratica, sono preziosi i verbali delle Forze dell’ordine, prove, testimonianze, foto, e poi perizie e - in caso di feriti - esami medici. Altro che indennizzo diretto effettuato dalla propria Assicurazione: qui i tempi di dilatano e non si hanno certezze in merito. Oltretutto, perfino la Cassazione è stata più volte sollecitata in materia, a testimonianza che la questione si fa sempre più calda: gli ermellini hanno sentenziato sull’utilità delle prove a suffragio della richiesta di rimborso.

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Autore: Redazione

Tag: Attualità , assicurazioni


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