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pubblicato il 18 giugno 2012

Un designer delle Ferrari per un marchio globale cinese

Leonardo Fioravanti disegnerà le prossime automobili di Beijing Auto

Un designer delle Ferrari per un marchio globale cinese

Leonardo Fioravanti, 74 anni, è uno dei "grandi" del design italiano: è stato infatti per 24 anni designer Pininfarina, realizzando alcune delle Ferrari più belle, dalla Dino 206 alla Daytona, dalle P5 e P6 alla BB, dalla 308 GTB alla 288 GTO, continuando poi l'attività in Fiat, e quindi come designer indipendente. Dallo scorso mese di aprile, per Fioravanti inizia una nuova sfida: trasformare il marchio Beijing Automotive Group, che un tempo produceva motocicli e sidecar durante la guerra in Corea, in un brand automobilistico globale entro il 2025. Il primo prototipo è stato mostrato durante l'ultimo Salone di Pechino.

MARCHI CINESI IN CERCA DI IDENTITÀ
Secondo Fioravanti, uno dei problemi principali riconosciuto dagli stessi produttori cinesi è l'assenza di identità di marchio: chi riuscirà ad ottenerla, dopo aver raggiunto una sufficiente maturità nella qualità del prodotto, potrà puntare al successo internazionale. Il problema si pone comunque anche nel mercato interno, dove vengono sempre più apprezzate case "straniere" come General Motors o Volkswagen, sia pur con auto prodotte localmente: i marchi locali per berline e compatte sono infatti in calo (nei primi cinque mesi del 2012 la percentuale è del 27,5%, contro il 31,4% dello stesso periodo del 2011), con assenza di modelli nella top ten delle vendite. Questo ha anche causato la necessità di una progressiva riduzione dei prezzi, per poter piazzare sul mercato numerose auto rimaste invendute.

DESIGNER DALL'ESTERO
La strada di ricorrere a designer italiani o stranieri non è stata seguita soltanto da Beijing Auto: ad esempio, anche Brilliance, partner cinese di BMW, ha assunto Dimitri Vicedomini dalla Pininfarina per guidare il centro stile interno, mentre il nuovo marchio di lusso Chery, Qoros, è seguito dal 2011 da Gert Hildebrand, già responsabile del design MINI; Great Wall ha invece come guida del proprio design dallo scorso anno Andreas Deufel, già alla Mercedes, e infine il capo dello stile Volvo Peter Horbury ha assunto la guida del design dell'interno gruppo Geely, cui anche Volvo appartiene. Ovviamente, l'obiettivo è di ridurre i tempi di "adattamento" da parte delle case automobilistiche cinesi allo stile dei più famosi marchi internazionali. Tutto questo con il rischio di creare più o meno delle "copie" di modelli esistenti, e soprattutto di non riuscire a formare una vera "scuola" di design locale, capace di esprimersi con un linguaggio stilistico autonomo e moderno.

VELOCITÀ DI PRODUZIONE
Un altro dei motivi per cui si fa ricorso a designer e tecnici stranieri è la necessità di abbreviare i tempi di realizzazione: per esigenze di mercato, ai designer delle case cinesi è richiesto di sviluppare un nuovo modello in un periodo tra i 3 e i 5 mesi, rispetto ai 20 mesi che di solito vengono impiegati dalle case internazionali. In un contesto simile, è difficile pensare ad un marchio dalla forte identità, e riconosciuto a livello internazionale, capace di confrontarsi con case ultracentenarie. Secondo Fioravanti, questo potrà avvenire, ma solo in un lasso di tempo non brevissimo, fissato, appunto, in circa una dozzina di anni.

Autore: Sergio Chierici

Tag: Mercato , Ferrari , car design , cina


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