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pubblicato il 30 giugno 2012

Renault Twizy Urban

Non è solo simpatica, ma divertente da guidare. Comfort e spazio sono limitati, eppure inaugura un nuovo modo di muoversi in città

Renault Twizy Urban
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Il contesto economico poco incoraggiante che stiamo attraversando allontana sempre di più le persone dalle amate quattro ruote, che molto spesso non suscitano più ammirazione. La Renault Twizy in allestimento Urban che abbiamo provato a lungo nelle strade più inaccessibili del centro storico di Roma riesce però a ribaltare gli equilibri, generando entusiamo e curiosità fra bambini, giovani e adulti, turisti o “autoctoni” che siano. E, come abbiamo constatato in passato nel nostro primo test, il fatto che la Twizy sia un veicolo elettrico passa in secondo piano: il quadriciclo francese è mix innovativo di generi - definito urban crossover dal costruttore - che incuriosisce per dimensioni e architettura, promettendo di rivoluzionare la mobilità urbana come tentò di fare in passato lo scooter BMW C1. Quando i prototipi Audi, Opel, Volkswagen faranno concorrenza alla Twizy, poi, spostarsi su quattro ruote in città potrebbe tornare ad essere concretamente una scelta sensata e nell’attesa che gli incentivi ai veicoli elettrici promuovano questo scenario, proviamo a raccontarvi come e a che “prezzo” cambierà il futuro.

COME UNA BOLLA, MA SENZA ISOLAMENTO
Con le porte ad emulare una Lamborghini - optional a 600 euro e meritevoli di un successivo approfondimento - e il look vistoso conferito dagli adesivi Fire presenti anch’essi fra gli accessori a pagamento, la Renault Twizy invoglia ad avvicinarsi ed aprirla non appena ci viene consegnata la chiave. Per salire a bordo, in realtà, basta azionare la maniglia interna delle portiere, senza dover sbloccare le serrature: è una scelta criticabile, a meno che non si approcci il simpatico insetto a quattro ruote francese come se fosse uno scooter: su entrambi il “pavimento”, i sedili e la strumentazione sono alla mercé degli agenti atmosferici e di chiunque si prenda la libertà di invadere l’abitacolo quando il veicolo è parcheggiato. La vista laterale è quella che piace di più, con la struttura di protezione ad incorniciare il paesaggio di sfondo e le porte verticali, mentre i quattro elementi circolari dei proiettori e degli indicatori rendono il look dell’anteriore più accattivante rispetto alla coda: l’originale faro posteriore si perde un pò nel massiccio pannello verticale che chiude a guscio la carrozzeria. Un tocco sportivo, infine, lo danno le ruote a sbalzo 125/80 R13, che da dietro il volante fanno sentire alla guida di una monoposto da competizione, con qualche problema di percezione degli ingombri laterali.

UN CASCO PER DUE
La curiosità maggiore attorno alla quale ruota la recensione di un veicolo come la Renault Twizy è legata alla praticità d’uso. Iniziamo a raccontarvi la vita quotidiana con questo originale veicolo accomodandoci a bordo: salire e scendere non è troppo scomodo, perché si può far scorrere il sedile di guida per ospitare il passeggero posteriore. Semmai, ciò di cui più si avverte la mancanza è lo spazio per gli oggetti: i due vani ai lati della strumentazione (solo uno è dotato di serratura) sono utili più che altro per svuotare le tasche e riporre portafogli e cellulare, mentre al pozzetto dietro lo schienale del sedile posteriore si accede da un’apertura stretta, che impedisce di stivare uno zaino o una valigetta. L’ideale sarebbe poter avere un bauletto dietro la carrozzeria in stile motociclistico, una soluzione peraltro già adottata dal già citato scooter C1 di BMW. Guardandosi attorno la particolare forma della scocca fa pensare a un casco dilatato, che anziché proteggere solo la testa avvolge i due passeggeri in una sorta di gabbia protettiva. La suggestione si ripresenta nella visibilità laterale e posteriore: viene naturale girarsi come si farebbe guidando una moto, per dare uno sguardo dietro e ai lati.

SILENZIO CON TANTI SUONI
La vicinanza della Twizy al mondo delle due ruote si manifesta nuovamente, al momento di mettersi in marcia. Il freno di stazionamento adotta infatti un sistema di sicurezza: per sbloccarlo occorre girare la chiave nel blocchetto e accendere il quadro strumenti, premere il pedale del freno e sbloccare quindi la leva del freno a mano tirandola verso di sé, per rilasciarla subito dopo. In questo modo, a vettura ferma non è possibile spostare la vettura, nonostante la trasmissione vada sempre commutata sulla posizione di folle (N) prima di poter “spegnere” il motore e parcheggiare l’auto. Al momento di svoltare è il cicalino degli indicatori di direzione a prendere il sopravvento, perché grazie alla sua presenza riesce a spiccare sui rumori del traffico circostante. Per avvertire invece i pedoni del passaggio silenzioso della Twizy - magari transitando in una via del centro dove solo mezzi pubblici e auto elettriche possono circolare - sul devioluci di sinistra ci sono due clacson: premendo la leva si aziona l’avvisatore acustico principale, mentre ruotando una ghiera si attiva un suono ritmato che attira l’attenzione delle persone. Allontanandosi dai vicoli per cimentarsi in una guida più dinamica, si rimane piacevolmente colpiti dall’assetto corsaiolo della Twizy, perfettamente in sintonia con lo sterzo diretto e preciso, ma mai pesante in manovra. Co-protagoniste del buon handling sono le ruote strette (gommate Continental Conti.econtact 125/80 R13), per nulla in affanno nel conferire al veicolo stabilità e tenuta di strada molto “divertenti”, quanto impotenti quando si tratti di affrontare il discorso comfort. A prescindere dalle condizioni del fondo stradale, l’assorbimento delle sospensioni va in difficoltà, trasmettendo le sollecitazioni soprattutto a chi siede dietro. Nella riduzione delle turbolenze aerodinamiche, inoltre, i deflettori laterali svolgono bene la loro funzione solo per il guidatore, lasciando d’altro canto che l’aria investa il passeggero. Si riallaccia a questo discorso anche un altro aspetto molto “sentito”: l’utilizzo della Twizy in presenza di acqua. Guidando sotto la pioggia ci siamo convinti di come configureremmo la nostra vettura, ovvero senza portiere e dotata di copertura termica e impermeabile per i due passeggeri (optional a 133,95 euro). Una scelta in linea con lo spirito crossover della piccola Renault, a metà strada fra un’auto e una moto. Nessun problema nemmeno all’autolavaggio, dove abbiamo sottoposto la Twizy alla pressione della lancia idropulitrice senza riscontrare malfunzionamenti o “allagamenti” di sorta.

PREZZI, RICARICA E PROSPETTIVE
Come esemplificato sul sito www.renault-ze.com, è possibile ordinare la Renault Twizy con la formula d’acquisto comprensiva del leasing delle batterie, che per l’allestimento Urban da noi provato si traduce in un prezzo di 7.800 euro più un canone mensile di 50 euro (per 7.500 km/anno, assistenza alla mobilità inclusa). Essendo un quadriciclo, inoltre, non è ancora chiaro se potrà usufruire degli incentivi all'acquisto attualmente in discussione in Parlamento. Alle già citate porte e agli adesivi Fire per ruote (51,91 euro) e carrozzeria (optional a 121 euro), la lista degli accessori a pagamento comprende sensori di parcheggio posteriori (172,91 euro), altoparlanti (40,70), kit bluetooth (223,58), allarme anti-sollevamento (124,51), zaino estraibile (13,01), cerchi in lega (da 46,50 a 79,26 euro), navigatore TomTom (da 140,15 a 301,50 euro) e altro ancora. E la ricarica? Non disponendo di una wall box per l’allacciamento domestico - i cavi in dotazione permettono comunque collegarsi alle comuni prese di casa - abbiamo sperimentato il rifornimento di energia alle colonnine pubbliche della rete Enel. Attivabili con una tessera magnetica, in circa 3 ore i punti di ricarica pubblici conferiscono alla Twizy 70-80 km di autonomia reali. In termini economici, i circa 6 kWh assorbiti in una ricarica completa si traducono in una spesa di circa 1,2 euro, prendendo come tariffa media per l’acquisto della corrente elettrica un valore di mercato di 0,20 €/kWh (vi rimandiamo alla nostra guida all'auto elettrica per maggiori approfondimenti). Ciò significa che per percorrere 100 km si spendono circa 1,7 euro, ovvero dieci, sei, quattro e tre volte meno di quanto necessario in media per coprire lo stesso chilometraggio con auto a benzina, gasolio, GPL e metano. Questo il verdetto dei costi “vivi” d’esercizio, mentre la valutazione complessiva sulla sostenibilità economica e ambientale dei veicoli elettrici in generale deve tener conto anche del ciclo di produzione, vita utile e smaltimento di veicoli e infrastrutture. I vantaggi in città in termini di riduzione del traffico, di sfruttamento dello spazio e di riduzione di emissioni e rumore a livello locale giustificano però idee come la Renault Twizy, che pur con dei limiti aprono la strada alla nascita di un nuovo e migliore habitat urbano.

[Fotografo: Federico Oddone]

Scheda Versione

Renault Twizy
Nome
Twizy
Anno
2011
Tipo
Normale
Segmento
ultra citycar
Carrozzeria
2 volumi
Porte
2 porte
Motore
elettrica
Prezzo
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Autore:

Tag: Test , Renault , auto elettrica


Listino Renault Twizy

Allestimento Trazione Alim. CV Cil. Posti Prezzo
Twizy Life 45 anteriore elettrico 9 0 2 € 6.900

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Twizy Urban 45 anteriore elettrico 9 0 2 € 6.990

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Twizy Urban anteriore elettrico 17 0 2 € 7.900

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Twizy Cargo 45 anteriore elettrico 9 0 1 € 7.900

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Twizy Life anteriore elettrico 17 0 2 € 7.900

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Twizy Intens 45 anteriore elettrico 9 0 2 € 7.900

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Twizy Technic 45 anteriore elettrico 9 0 2 € 8.000

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Twizy Technic anteriore elettrico 17 0 2 € 8.800

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