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Mercato

pubblicato il 15 giugno 2012

Mercato auto, anche la Germania ha ceduto

A maggio tutti i principali mercati sono calati tranne la Gran Bretagna. Il Gruppo Fiat ha perso in Europa il 12,1%

Mercato auto, anche la Germania ha ceduto

La crisi mette in ginocchio il settore auto. L'Europa non si rimette in piedi e per l'ottavo mese consecutivo incassa un altro calo delle immatricolazioni che stavolta, a maggio, si è attestato a -8,4%. La situazione è peggiorata dal fatto che tutti i principali mercati del continente sono in perdita ad eccezione della sola Gran Bretagna (+7,9%). Nemmeno la Germania è più positiva. A maggio ha perso il 4,8%, mentre la Spagna ha ceduto l'8,2% e la Francia e l'Italia hanno registrato una perdita a doppia cifra (rispettivamente -16,2% e -14,3%). Il consuntivo dei primi cinque mesi dell'anno si attesta così a 5.641.371 immatricolazioni (-7,3%). Quasi tutti i gruppi hanno perso punti percentuali rispetto al 2011, tuttavia continuano a viaggiare controcorrente Hyundai, Kia, Jaguar-Land Rover ed alcuni marchi, come Chevrolet, mentre il Gruppo Fiat è arretrato del 12,1% con 82.501 unità immatricolate e solo i marchi Lancia/Chrysler e Jeep in crescita.

SOLO I BRITANNICI A TESTA ALTA
Dopo i due leggeri incrementi di marzo e aprile, in maggio il mercato tedesco è tornato a flettere penalizzato - come spiega l'UNRAE - dal confronto con lo stesso periodo dello scorso anno caratterizzato da buoni volumi di vendita. Nonostante l'economia tedesca evidenzi la performance migliore tra i paesi dell'Area euro, sull'andamento delle immatricolazioni di maggio pesa comunque la debolezza legata alla crisi del debito nell'area stessa. L'unica nota positiva arriva dalla Gran Bretagna, dove, anche grazie agli sforzi di Case e concessionari, i risultati dei primi 5 mesi dell'anno (868.166 immatricolazioni e una crescita del 2,6%) indicano un ritorno di fiducia, nonostante l'incertezza finanziaria che caratterizza l'Area dell'euro. La Francia è un esempio di questa crisi. Sui risultati pesa il confronto con i due giorni lavorativi in più dello stesso mese di un anno fa e la pressione sui consumatori circa l'incertezza economica del Paese. Lo stesso sconforto si respira in Italia, mentre in Spagna quell'8,2% in meno fa tornare il mercato ai livelli dei lontani anni '80. Il contributo decisivo alla flessione deriva dalla riduzione degli acquisti delle famiglie che, con meno di 29.000 unità, segnano in maggio un calo del 12,6% e la 23esima flessione consecutiva (nel cumulato 140.949 unità, -9,8%). In diminuzione anche le vendite a società: -18,9% nel mese e 19.564 unità (-9,7% nei 5 mesi), mentre recuperano i noleggi (+10,8% nel mese, +0,2% nel cumulato).

IL SOLE SORGE AD EST
Il quadro di maggio 2012 mostra chiaramente che i gruppi più resistenti alla crisi sono quelli asiatici. Le Hyundai immatricolate sono state 36.506, ovvero il 7% in più dell'anno scorso, e le Kia 31.373 (+29,8%). Honda ha contato 11.486 unità (+12,8%) e Toyota Group 46.571 auto (+13,2%), con il marchio Toyota a +13,4% e quello Lexus a +8,1%. Jaguar/Land Rover, di proprietà Tata, ha immatricolato 9.782 auto, segnando un + 36,2% su base annua. I marchi che invece hanno mantenuto una crescita sono stati Audi nel Gruppo Volkswagen (66.513 unità; +3,8%) ed il polo del lusso tedesco Bentley, Bugatti e Lamborghini (294 unità; +22%); Dacia nel Gruppo Renault (21.977 unità; +2,3%); Chevrolet in GM (17.780 unità; +17%); Lancia/Chrysler e Jeep nel Gruppo Fiat (rispettivamente a quota 9.756 unità, 2.626; +1,1% e +31,7%). Il numero uno delle vendite in Europa resta comunque il Gruppo Volkswagen con 283.382 unità immatricolate (-5,5%), seguito da PSA Group (135.874 unità; -19,6%) e GM Group (100.864 unità; -8,6%).

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Tag: Mercato , immatricolazioni


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