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pubblicato il 15 giugno 2012

Tutor: soluzione (parziale) ai ricorsi

La Cassazione si occupa di chi riceve un verbale solo

Tutor: soluzione (parziale) ai ricorsi

Ecco come semplificare la questione: in caso di multa per un eccesso di velocità rilevato dal Tutor (il sistema che calcola la velocità media fra due punti si un tratto di lunghezza variabile in autostrada), la Cassazione ha stabilito a quale Giudice ci si debba rivolgere per fare ricorso. Ed esattamente al magistrato competente del luogo dov'è situata la porta d'uscita (ordinanza 9486 del 15 marzo 2012, resa nota l'11 giugno). Per capirsi, se il Tutor registra il passaggio alla porta d'entrata A, e il secondo orario per fare la media alla porta d'uscita B, è al Giudice di pace della località B che si dovrà presentare ricorso.

POCHI CHILOMETRI DI DISTANZA
Chiara anche la spiegazione data dalla Cassazione nell'ordinanza che s'è occupata di eccesso di velocità fra due Comuni limitrofi (a pochi chilometri di distanza). L'infrazione accertata col Tutor si distingue nettamente dai classici sistemi di controllo, quali gli autovelox, che rilevano la velocità istantanea di un veicolo in un unico momento e in un unico punto. Quindi, col Tutor non si può conoscere con precisione il punto esatto in cui il guidatore ha superato i limiti di velocità: risultato, la competenza è del Giudice dell'ultimo luogo in cui è avvenuta una parte dell'azione. 


PRIMO PROBLEMA
Premettendo che il Tutor, stando ad Autostrade per l'Italia, ha dimezzato la mortalità sui tratti dov'è operativo (almeno nel primo anno di funzinamento, il 2006), e che quindi il sistema pare abbia funzionato (sei anni fa), a nostro avviso la Cassazione ha solo parzialmente risolto il problema ricorsi. Infatti, nell'ordinanza si dà per scontato che nella parte terminale sia avvenuta almeno una parte dell'azione, cosa invece non sicura. Solo a titolo di esempio, se viaggi da Milano (punto A), è da quel punto che il Tutor cominciano a rilevarti la velocità. Dopodiché, "voli" a 300 km/h in provincia di Milano (poco dopo il punto A). Ancor prima di arrivare nella tratta di Lodi (punto B) scendi a 100 km/h. Alla fine della tratta di Lodi, il Tutor fa una media della tua velocità che risulta di 150 km/h: multa, visto che il limite è di 130 km/h. Ma il problema è che a Lodi non hai assolutamente commesso alcuna azione di eccesso di velocità, eppure - stando alla Cassazione - devi adire il Giudice di pace di Lodi.

SECONDO DUBBIO
Fra l'altro, la Cassazione stessa cita l'articolo 9 del Codice di procedura penale: "Se la competenza non può essere determinata a norma dell'articolo 8, è competente il giudice dell'ultimo luogo in cui è avvenuta una parte dell'azione o dell'omissione". Appunto, in teoria la porta d'uscita; nei fatti, questo aspetto è controverso. Ma attenzione al comma 2: "Se non è noto il luogo indicato nel comma 1, la competenza appartiene successivamente al giudice della residenza, della dimora o del domicilio dell'imputato". Ed ecco il cuore del problema: si potrebbe proprio obiettare che è il Giudice di pace della residenza dell'automobilista quello cui è lecito rivolgersi.

CAOS MULTIPLO
E non finisce qui. La Cassazione s'è occupata (come le era stato richiesto) di un verbale su un breve tratto controllato dal Tutor. Però che succede se su un tratto lunghissimo (un viaggio di ore) un guidatore prende diverse sanzioni, diventando un multato seriale? Le cose si complicano: ci si rivolge all'ultimo Giudice di pace di ogni singolo tratto monitorato? Forse, ma l'azione teorica - a bene vedere - si conclude solo alla porta d'uscita, alla fine del lungo tratto autostradale. Dove però il guidatore potrebbe essere andato a velocità moderata, e si ritorna allora al dubbio illustrato a proposito della multa singola.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , autovelox , codice della strada , autostrade , multe


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