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pubblicato il 11 giugno 2012

Rca: i tre punti fermi Isvap

L’organo di vigilanza insiste su scatola nera, Rca biennale e danno biologico

Rca: i tre punti fermi Isvap

L'Isvap prosegue dritta per la sua strada in materia di Legge liberalizzazioni. Il presidente dell'Istituto che vigilanza, Giancarlo Giannini, e il responsabile del servizio tutela del consumatore, Elena Bellizzi, hanno incontrato appena incontrato i rappresentanti delle principali associazioni dei consumatori (Adiconsum, Adoc, Altroconsumo, Assoutenti, Federconsumatori, Lega Consumatori) per ribadire l'orientamento dell'Autorità rispetto alle norme in materia di scatola nera, riduzione automatica del premio in assenza di sinistri e risarcibilità delle lesioni di lieve entità. E sulle prime due che è in atto uno scontro con l'Ania (la Confindustria delle Assicurazioni).

SCATOLA NERA OBBLIGATORIA
L'Isvap insiste: l'offerta della scatola nera (registra i movimenti dell'auto, limitando la possibilità di architettare truffe è obbligatoria per le Imprese, con effetto dal regolamento attuativo che l'Isvap sta definendo con il ministero dello Sviluppo economico e con il Garante Privacy. Un'interpretazione che non trova per nulla concorde l'Ania: "La legge in realtà offre una facoltà all'assicurato, ma non impone alcun obbligo alle Imprese che restano libere di offrire questa tipologia di polizze. Se lo fanno e se l'assicurato acconsente, le Assicurazini debbono accordare sconti significativi rispetto alla tariffa base, sostenendo i costi di gestione di tali strumenti. Il Legislatore non ha imposto un obbligo alle Società. Ciò è evidente dal tenore letterale della norma che recita 'Nel caso in cui l'assicurato acconsenta all'installazione...' e, quindi, non si riferisce in alcun modo a ciò che l'Impresa possa o debba fare. D'altra parte, la Legge non avrebbe potuto imporre obblighi contrari ai princìpi della normativa comunitaria che sancisce il rispetto della libertà tariffaria". A questo punto, se l'Isvap arriva a parlare di scatola nera obbligatoria a partire da un regolamento molto prossimo, la questione diventerà davvero scottante. Col rischio di un contenzioso legale davanti alla Corte di giustizia europea.

IL COLMO: UN ALTRO RINCARO
Meno probabile la seconda ipotesi, ossia che la scatola nera - considerata un costo dalla Assicurazioni in termini di installazione e disinistallazione, e non vista come un obbligo - porti a rincari tariffari. Sarebbe il colmo: la Legge liberalizzazioni, nata per ribassare le Rca, che fa alzare ii prezzi.

RCA PER I VIRTUOSI
Il secondo punto fermo dell'Isvap è la riduzione automatica del premio in assenza di sinistri: va applicata secondo un meccanismo di "scorrimento" biennale. Quindi, c'è subito l'indicazione all'assicurato della percentuale di riduzione del premio per l'anno successivo, senza che eventuali aumenti tariffari possano assorbire la riduzione. L'automobilista virtuoso, che non commette incidenti, ha così la garanzia di un risparmio nei due anni, a prescindere dall'aumento della sinistrosità in Italia. Un'interpretazione che l'Ania rispedisce al mittente: "La norma, invece, stabilisce che la riduzione per bonus sia calcolata rispetto al premio di tariffa (definito dall'articolo 133 del Codice delle Assicurazioni come 'premio applicato all'atto della stipulazione o del rinnovo'). E non potrebbe che essere così. Infatti, se nell'anno concluso si è verificato un aumento del complesso dei costi dei risarcimenti, questo aumento determina un necessario adeguamento della tariffa per l'anno successivo che è distribuito tra tutti gli assicurati (principio di mutualità)". Insomma, stando all'Ania, chi ha diritto al bonus per assenza di sinistri vedrà il suo aumento ridotto o annullato in funzione dello sconto contrattualmente previsto. Se al contrario il fabbisogno non aumenta, l'assicurato vedrà riconosciuta una riduzione effettiva del premio rispetto all'anno precedente nella misura prevista dal contratto.

DANNO BIOLOGICO
Terzo punto per l'Isvap: il solo danno biologico permanente deve essere valutato con un accertamento clinico strumentale obiettivo, mentre quello temporaneo può essere accertato anche solo visivamente. Si parla lesioni non gravi, sotto il 9% d'invalidità. E fin qui, l'Ania (che ha spinto parecchio a favore di questa regola, da anni, ora arrivata col Governo Monti dietro emendamenti del Senato al Decreto liberalizzazioni) è probabilmente concorde con l'Autorità di vigilanza. Però attenzione: l'Isvap vuole avere conoscenza delle "iniziative adottate per uniformarsi ai nuovi criteri di valutazione del danno biologico, unitamente a copia delle circolari e delle direttive impartite alle strutture liquidative e ai medicilegali fiduciari". Ecco: le circolari e le direttive. Ma cosa mai potranno contenere se non le istruzioni per adeguarsi alle nuove regole? C'è forse qualcosa di più che l'Isvap vuole approfondire a tale proposito? Forse non sono solo due (scatola nera e Rca biennale) gli aspetti scottanti della Legge liberalizzazione...

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Autore: Redazione

Tag: Attualità , assicurazioni


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