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pubblicato il 8 giugno 2012

Toyota, con l’elettrico dietro a Le Mans

Decisa la configurazione del sistema ibrido: i due motori in blocco

Toyota, con l’elettrico dietro a Le Mans

Toyota ha deciso di utilizzare il motore elettrico in blocco con il V8 sulle due TS030 HYBRID che saranno schierate alla prossima 24 Ore di Le Mans in programma il 16 e 17 giugno prossimi. I tecnici della Casa giapponese avevano infatti predisposto il loro prototipo con entrambe le modalità ibride previste dal regolamento, ma alla fine, alla luce delle prove condotte in pista, hanno optato per la soluzione opposta a quella dell'Audi. In questo modo alla TS030 sarà concesso di utilizzare la spinta del motore elettrico anche al di sotto dei 120 km/h e questo vuol dire che i piloti avranno a disposizione una spinta supplementare all'uscita delle curve più lente senza però poterla sfruttare per il torque vectoring poiché sono vietati effetti autobloccanti verso le ruote motrici attraverso dispositivi elettrici. Questo pone problemi di gestione della coppia, per la meccanica, per l'elettronica e anche per gli pneumatici posteriori. Ma l'aspetto più affascinante è che i bolidi delle Tre Ellissi potranno percorrere la corsia dei box a 60 km/h con il V8 fermo, dunque senza emissioni e soprattutto senza consumare benzina, fattore fondamentale per vincere una gara di durata e che dovrebbe consentire ai piloti un ritmo superiore in gara.

QUATTRO CON L'ELETTRICO? NO GRAZIE
L'altra possibilità, scelta da Audi, prevede invece il motore elettrico collegato alle ruote anteriori e avere così la trazione integrale, tradizionale cavallo di battaglia tecnologico della casa di Ingolstadt e possibilità concessa solo agli ibridi. Proprio perché la trazione integrale darebbe un vantaggio troppo grande in trazione all'uscita delle curve, l'ACO e la FIA hanno deciso di limitare l'adozione dell'elettrico a uno solo dei due assali e, nel caso venisse scelto quello anteriore, di vietarne il funzionamento al di sotto dei 120 km/h. Il disallineamento dei due motori porta altri vantaggi che, insieme al valore simbolico della trazione integrale, ha convinto i tecnici tedeschi ad adottarla sulla R18 TDI e-tron quattro. Tra questi c'è una gestione più facile della spinta verso le ruote in accelerazione e all'inverso nelle fasi di recupero dell'energia, ognuna delle quali non può superare i 500 KJ e non può avvenire per un tempo inferiore al secondo, ma solo in alcuni punti della pista, che per la 24 Ore saranno sette.

I SIMBOLI CONTANO ANCHE NELLE CORSE
Va detto che anche la scelta di Toyota ha un valore simbolico. Il sistema ibrido adottato dal 1997 sulla Prius e gli altri modelli prevede infatti la possibilità di viaggiare con il solo motore elettrico per brevi tratti. Sarebbe stato strano se i giapponesi avessero scelto di non farlo, ma evidentemente i dubbi sono stati molti di fronte alla voglia di vincere e sulla base delle esperienze precedenti in pista. Toyota infatti ha già vinto la prima corsa al mondo con l'ibrido: nel 2007 alla 24 ore di Tokachi con la Supra HV-R GT che utilizzava, un motore elettrico da 150 kW per le ruote posteriori e uno da 10 kW per ciascuna di quelle anteriori. Sulla TS030 è invece necessariamente diverso è il tipo di accoppiamento meccanico tra il motore a benzina e quello elettrico. Sulle auto di serie infatti tutto avviene attraverso un ruotismo epicicloidale, denominato "Power Split Device", che funge anche da cambio a variazione continua. Il regolamento però vieta espressamente le trasmissioni automatiche e Toyota ha dovuto approntare una soluzione completamente nuova i cui frutti potrebbero essere applicati a quella supersportiva ibrida della quale si sussurra.

Autore: Nicola Desiderio

Tag: Motorsport , Toyota , auto giapponesi , auto ibride , le mans


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