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Retrospettive

pubblicato il 10 giugno 2012

Metano, una storia lunga 80 anni

Gli albori del gas naturale per autotrazione attraverso la storia della Tartarini

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Secondo gli storici le prime notizie sull'impiego del metano risalgono al 347 a.C., anno nel quale lo studioso cinese Chang Qu descrive una singolare "aria di fuoco" sfruttata per l'illuminazione tramite una canalizzazione di bambù. Tecnica arcaica utilizzata con qualche variante da egizi, greci e romani prima che applicazioni più sicure si diffondano a partire del XVII secolo. A fornire una svolta all'uso del gas naturale è Alessandro Volta, antesignano della moderna mobilità sostenibile come inventore della pila e "scopritore" del metano. Come altri studiosi, quali Lavoisier e Priestley, l'italiano osserva lo strano fenomeno che crea fiammelle azzurrine avvicinando del fuoco alle bolle di gas che sgorgano da alcuni stagni. Ma a differenza dei colleghi, raccoglie il gas in bottiglie, lo chiama "aria infiammabile nativa delle paludi" e avvia i primi studi che porteranno alla diffusione del metano per l'illuminazione e gli usi industriali. Merito che condivide con Thomas Henry che nel 1805 determina la corretta composizione chimica del gas costituito da un atomo di carbonio e quattro di idrogeno (CH4).

LA RICERCA DI CARBURANTI ALTERNATIVI
Nell'Ottocento il metano è ampiamente impiegato in diversi comparti, ma non per il trasporto. Per vedere le prime applicazioni sui veicoli si deve attendere gli anni Trenta del secolo successivo. A dare impulso alla realizzazione di impianti per auto, camion, bus e treni sono la crisi finanziaria del 1929 e, in Italia, la politica di autarchia voluta dal regime fascista volta a creare un'economia di autosufficienza in preparazione degli eventi bellici che si vanno delineando. Un'imposizione che induce alla ricerca di carburanti alternativi al petrolio importato dall'estero. A dare maggiore impeto all'uso di combustibili non convenzionali arriva la Seconda Guerra Mondiale che rende ancora più difficile il recupero di risorse energetiche e costringe al razionamento della benzina. Situazione che dà vita a soluzioni insolite, come il "gasogeno", un ingombrante impianto costituito da una sorta di caldaia alimentata a legna o carbone e applicata sulla vettura per generare del gas in grado di fornire un po' di energia per muovere le vetture.

LE PRIME APPLICAZIONE
A trovare soluzioni più pratiche sono piccoli artigiani che puntano sul metano. Tra questi, Aleandro Tartarini che vede nel nuovo combustibile un'ottima opportunità per sé e il Paese. "Ero convinto", racconta, "della praticità della cosa. Pensai, allora, che se la guerra fosse continuata il costruire apparecchiature che permettessero lo sfruttamento del gas naturale sia a scopi domestici, sia per l'autotrazione, mi potesse assicurare il futuro. Era una fonte di energia tanto grande che mi sembrava un delitto non utilizzarla saggiamente". L'intraprendente imprenditore crea così un piccola azienda in via dei Gandolfi a Bologna, la Officine Meccaniche Tartarini (OMT), offrendo lavoro, possibilità quanto mai preziosa in quei momenti terribili, a decine di operai. L'attività ha subito successo, tanto che Aleandro è costretto ad assumere altri dipendenti per cercare di soddisfare la domanda di bombole e riduttori. "Facevano", ricorda Aleandro, "la fila fuori dalla piccola officina per avere un riduttore: lo avrebbero pagato a peso d'oro. Il nostro ritmo era febbrile, eppure non si faceva abbastanza..."

A METANO IL 5% DEL PARCO AUTO
A fare aumentare le richieste arriva un provvedimento del 1943 nel quale si comunica che "tutti i civili che possedevano una vettura ottenevano il foglio di circolazione esclusivamente se installavano il carburatore a metano". In alcune aree, quindi, il kit di trasformazione diventa quasi obbligatorio tanto che i veicoli con le bombole con un "buffo cappuccio sopra la valvola" applicate sul tetto si diffondono rapidamente. In particolare, sulle Fiat 508, meglio note come "Balilla", che a quell'epoca dominano le vendite. Con i veicoli a gas cresce il numero di "stazioni" di servizio che, diversamente da quanto avviene oggi, non sono pensate per fare il pieno ai serbatoio, ma a provvedere alla sostituzione delle bombole vuote con altre piene. Un sistema che ricorda il cambio dei cavalli dell'epoca delle carrozze e che garantisce un adeguato servizio su tutto il territorio, comprese le zone prive di pozzi e di metanodotti, e una maggiore diffusione dei veicoli a gas. Lo stesso Tartarini cerca nuovi clienti fuori dall'Emilia. Sotto il terrore delle bombe, i suoi operai viaggiano in treno o, più spesso, con un'ancora rudimentale forma di autostop portandosi appresso grossi pacchi con riduttori e attrezzi del mestiere per applicare i kit lontano dall'officina. Il risultato è che negli anni quaranta su 97.000 veicoli circolanti oltre 5.000 (più del 5%) sono alimentati a metano. Numero al quale si devono aggiungere 1.300 autocarri a gas naturale.

NEL DOPOGUERRA 1.300 STAZIONI
A porre fine all'attività di Aleandro, però, è l'attacco alleato che il 12 ottobre 1944 distrugge buona parte di Bologna, radendo al suolo pure la sede dell'OMT. E quel poco che resta di utilizzabile è confiscato dai tedeschi in fuga. Per sua sorte, Aleandro è testardo e, terminate le ostilità, ricomincia da principio. Con l'aiuto di 13 operai, rimette in sesto le apparecchiatura danneggiate, apre una nuova officina in via Vezza e riparte alla ricerca di clienti. Questa volta in camion o con la 508 C del 1939 trasformata a gas protagonista della nostra galleria fotografica e oggi custodita gelosamente dai discendenti all'interno della sede di Tartarini Auto a Castel Maggiore (BO). Il mercato riprende rapidamente e a metà degli anni Cinquanta dei quasi 400.000 veicoli in circolazione, più del 3% è alimentato a gas naturale. In parallelo aumenta la rete distributiva che raggiunge 1.300 stazioni (le attuali sono meno di 1.000) e in molte zone l'Agip pubblicizza come primo carburante il metano piuttosto che benzina e gasolio.

IL DECLINO DEL GAS NATURALE
Con l'avvento del petrolio a basso costo negli anni Sessanta, l'era del gas naturale per autotrazione si ridimensiona in fretta, tanto che a metà del decennio gli impianti di rifornimento attivi si riducono a 95. A ridare un po' di slancio al metano sono le crisi petrolifere del 1973 e del 1978 che fanno balzare in alto i prezzi di benzina e gasolio e, considerato l'embargo del greggio dei Paesi arabi, costringono le autorità a imporre le prime domeniche a piedi dovute all'austerità. Un periodo dove si tornano a convertire auto e ad aprire distributori, che a fine anni Settanta diventano 217. Un numero limitato per la scelta del Governo di tassare il gas naturale facendo lievitare il costo al metro cubo da 67 a 200 lire. Altro stangata al comparto arriva nel 1983, quando Craxi decide di introdurre il superbollo anche per le auto a gas, contraendo ulteriormente il mercato. Una scelta che condanna il metano a rimanere a lungo una opzione marginale.

LA RINASCITA ECOLOGICA
Dopo oltre un ventennio dove il settore dell'alimentazione a gas naturale è considerata una soluzione povera e poco efficiente, la rivincita del metano si ha negli anni Novanta. A favorirla sono le nuove politiche fiscali che permettono di mantenere basso il costo alla pompa, gli incentivi all'acquisto promossi per alcuni anni e le emergenti esigenze ecologiche dovute al surriscaldamento terrestre e ai problemi di sanità legate all'inquinamento. Due problematiche, queste ultime, per il quale il gas naturale offre indubbi vantaggi grazie alla su caratteristiche chimiche che consentono di ridurre le emissioni generate in fase di combustione rispetto a un modello a benzina: -18% di CO2, -72% di ossidi di azoto, -75% di monossido di carbonio, -82% di idrocarburi incombusti e -88% di ozono. Senza considerare l'assenza di polveri sottili nei gas di scarico. A ridare vigore è, però, anche l'impegno delle case automobilistiche a introdurre nel listini modelli bi-fuel prodotti direttamente in fabbrica. Come le Fiat Marea e Multipla BiPower commercializzate nella seconda metà degli anni Novanta ed equipaggiate con un impianto sequenziale fasato Metatron sviluppato in cooperazione con Tartarini Auto.

Autore: Stefano Panzeri

Tag: Retrospettive , metano


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