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Mercato

pubblicato il 7 giugno 2012

Marchionne: "L'accordo tra Ue e Corea del Sud va rivisto"

Con il mercato dell'auto che in Europa crolla, la patria di Kia e Hyundai preoccupa molto il manager italo-canadese

Marchionne: "L'accordo tra Ue e Corea del Sud va rivisto"

L'auto coreana preoccupa l'Europa. Mentre le immatricolazioni crollano, le auto "Made in Korea" (pensiamo ad alcune Kia e Hyundai, ma anche a modelli Chevrolet e di altri marchi meno diffusi) continuano a registrare incrementi di vendita. In quest'ottica leggiamo le ultime dichiarazioni di Sergio Marchionne, ad del Gruppo Fiat e di quello Chrysler, che ieri a Bruxelles non ha fatto certo nomi, ma ha detto, in veste di Presidente dell'Acea - l'Associazione che rappresenta i costruttori di auto europei -, che l'accordo di libero scambio firmato l'anno scorso tra l'Unione europea e la Corea del Sud va rivisto in alcune parti. Il manager, che non ha mai creduto nell'accordo ("Non risponde a nessun principio di correttezza e uguaglianza negli scambi"), pensa che le esportazioni in Europa di auto dalla Corea del Sud - patria di Kia e Hyundai - non siano bilanciate con le importazioni di auto dall'Europa. "E' un effettivo allarme che va tenuto in considerazione con il negoziato con il Giappone", ha detto Marchionne, dopo aver incoraggiato i commissari europei - ed in particolare il commissario all'Industria, Antonio Tajani - a controllore la post-applicazione dell'accordo commerciale tra l'Ue ed il paese asiatico.

NUMERI CHE PARLANO DA SOLI
"L'unica cosa che chiedo - ha spiegato Marchionne - è di guardare ai numeri delle auto importate dalla Corea e delle auto esportate dall'Europa in Corea: Guardate gli ultimi nove mesi, dal primo luglio (2011) alla fine del primo trimestre (2012), e rimarrete sorpresi dalle proporzioni". "Io penso che sia quasi un evento miracoloso, visto che il mercato europeo è al ribasso da cinque anni consecutivi e le loro esportazioni (della Corea, ndr) sono aumentate in modo sproporzionato rispetto alle nostre esportazioni in Corea". Un quadro che, secondo l'ad, merita di essere completamente rivisto, a partire dalla produttività europea.

IN EUROPA BISOGNA PRODURRE MENO AUTO
Per contenere il crollo delle immatricolazioni e ridurre le perdite aziendali bisogna combattere l'eccesso di capacità produttiva con un ''coordinamento della distribuzione della riduzione di capacità, che impatta un numero di paesi - dice Marchionne -. E' inutile andare a chiedere agli italiani che si prendano soltanto loro la botta di chiusura, che vadano in giro i francesi, gli italiani, i tedeschi... Se si fa un piano che distribuisce la riduzione di capacità su tutti i paesi che sono coinvolti è molto più facile venderlo''. Secondo l'Acea il mercato dell'auto europeo è destinato a perdere quest'anno il 7% circa su base annua. "Anche se non tutti i produttori sono colpiti nella stessa misura la produzione sta declinando", si legge in una nota e Sergio Marchionne chiede "un piano che ridistribuisca la riduzione di capacità in tutti gli Stati". Così "è più facile vendere", dice.

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Tag: Mercato , immatricolazioni , auto europee , auto coreane , unione europea , produzione


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