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pubblicato il 6 giugno 2012

Pneumatici Fuori Uso: lotta all'illegalità ambientale

In un convegno a Roma di Ecopneus annunciati il prelievo di 3.000 tonnellate di PFU in Sardegna e un accordo con le Dogane

Pneumatici Fuori Uso: lotta all'illegalità ambientale

Ecopneus, il soggetto senza fini di lucro creato dai principali produttori di pneumatici che si occupa della raccolta e il recupero dei Pneumatici Fuori Uso (PFU), ha organizzato un convegno a Roma, presso la Casa del Cinema, dal titolo: "Il valore del riciclo, oltre ciò che si vede". Dal convegno sono emerse due iniziative riguardanti l'attività di recupero pneumatici: l'avvio con il Ministero dell'Ambiente delle operazioni di prelievo di 3.000 tonnellate di Pneumatici Fuori Uso, accumulati a Oristano presso una zona umida protetta dalla convenzione di Ramsar, e il protocollo d'intesa tra Ecopneus e l'Agenzia delle Dogane per il tracciamento dei flussi di Pneumatici Fuori Uso esportati. Sono state inoltre presentate le mappe e i dati regionali e provinciali delle discariche illegali di PFU sequestrate in Italia.

VIA 3.000 TONNELLATE DI PNEUMATICI USATI DALLO STAGNO DI SANTA GIUSTA
E' stato lo stesso Ministro dell'Ambiente Corrado Clini ad annunciare l'avvio dell'eliminazione delle 3.000 tonnellate di Pneumatici Fuori Uso, attualmente accumulati presso lo Stagno di Santa Giusta ad Oristano, un'area ambientale protetta; il recupero sarà effettuato in collaborazione con la rete di partner di Ecopneus a partire dal prossimo 15 giugno 2012, per la durata di circa 2 mesi e mezzo. L'area è posizionata nella zona industriale a Sud di Oristano, con estensione di 790 ettari, e lo Stagno di Santa Giusta, il terzo stagno della Sardegna, ospita particolari specie floristiche e faunistiche; i PFU si sono accumulati a causa del fallimento della società che avrebbe dovuto riciclarli. Il materiale verrà impiegato in gran parte per fornire energia presso cementifici, non essendo più adatto al riciclo; dopo un opportuno trattamento, il potere calorifico emesso è equivalente a quello del pet coke o di un carbone di ottima qualità.

ECOPNEUS E AGENZIA DELLE DOGANE TRACCIANO LE ESPORTAZIONI DI PNEUMATICI FUORI USO
Nel corso del convegno, l'Agenzia delle Dogane ha inoltre firmato con Ecopneus un protocollo d'intesa per il monitoraggio dei flussi legati al commercio internazionale di PFU. Ecopneus renderà disponibili i dati del proprio sistema informatico per controlli e accertamenti, fornendo in caso di richiesta assistenza tecnica all'Agenzia anche con perizie e analisi di laboratorio: il sistema informativo Ecopneus permette infatti di tracciare ogni kg di PFU raccolto, trattato e portato a recupero. Negli ultimi anni sono state coinvolte nel traffico di rifiuti 19 regioni italiane e 23 stati esteri, come transito o destinazione finale, tra cui Cina, Hong Kong, Malesia, Russia, India, Egitto, Nigeria e Senegal; attraverso falsi formulari di identificazione dei carichi, i PFU non sono fatti risultare come rifiuti, e quindi esportati illecitamente per successivo impiego soprattutto come combustibili per industrie.

IL QUADRO DEGLI ABBANDONI ABUSIVI IN ITALIA
Esportazioni illecite e discariche illegali sono, dunque, il principale campo di attività del controllo del flusso di PFU da parte di Ecopneus. Secondo i dati raccolti da Ecopneus e dall'Osservatorio Ambiente e Legalità di Legambiente, dal 2005 sono state individuate ben 1.415 discariche illegali di PFU, per un totale di metri quadrati superiore ai 7 milioni; gli abbandoni abusivi sono più abbondanti in Puglia, Calabria, Campania e Sicilia, con 58 siti complessivamente rilevati negli ultimi 8 mesi, pari al 62,4 % di quelle scoperte su tutto il territorio nazionale; 6 i siti individuati nello stesso periodo in Emilia Romagna, prima regione del nord, e altrettante nel Molise, la prima del centro. A livello provinciale, è Taranto ad avere il maggior numero di discariche abusive individuate negli ultimi 8 mesi, pari a 10 siti e una superficie di 81.650 mila metri quadrati; segue Cosenza con lo stesso numero di siti, ma di dimensione inferiore (36.000 mq), e quindi Lecce, Brindisi Campobasso e Siracusa. Guardando, invece, ai dati degli ultimi 7 anni, la speciale classifica è guidata dalla Puglia (304 siti illegali, 3 milioni di metri quadrati), seguita da Campania (231), Calabria (218) e Sicilia (192); il Lazio è la regione con più discariche nel centro Italia (97), ma quelle di estensione maggiore sono state rilevate in Toscana (408.554 metri quadrati). Al nord, il peggior risultato è in Piemonte (41 siti, 181.650 metri quadrati), mentre 52 sono le discariche abusive di PFU della Sardegna (456.000 metri quadrati).

SITUAZIONE IN MIGLIORAMENTO CON IL NUOVO SISTEMA DI GESTIONE DEI PFU
Secondo Ecopneus, i dati non sono del tutto negativi: i controlli hanno permesso negli ultimi anni di ridurre l'illegalità, e l'adozione di un sistema che per la raccolta gratuita di PFU presso gli operatori permette sia un monitoraggio della loro movimentazione e del recupero, sia uno sprone verso un comportamento legale. Dal 7 settembre 2011, Ecopneus ha già trattato oltre 190 milioni di kg di PFU, evitandone l'abbandono e garantendone un corretto recupero come energia e materia per applicazioni di pubblica utilità (asfalti modificati, superfici sportive, pannelli isolanti, pavimentazioni antitrauma).

Autore: Redazione

Tag: Attualità , pneumatici


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