dalla Home

Home » Argomenti » Multe e Ricorsi

pubblicato il 7 giugno 2012

Autovelox mobili: telenovela senza fine

Il ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, interviene in materia di controlli della velocità

Autovelox mobili: telenovela senza fine

Autovelox mobili e cartello indicante il limite di velocità: quali sono le regole precise? Una domanda che non ha risposta unica e definitiva, neppure dopo il più recente chiarimento del ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellieri, la quale in un "question time" alla Camera ha risposto a un'interrogazione parlamentare in materia apparecchi elettronici di rilevamento delle violazioni al Codice della strada. Il ministro, infatti, non ha fatto nient'altro che confermare quanto già stabilito da una circolare del ministero dell'Interno del 12 agosto 2010 (questa interpretava la Legge 120/2010 di riforma del Codice della strada stesso): tra il cartello circolare bordato di rosso indicante il limite di velocità, e l'autovelox mobile, se è presente la polizia, non è obbligatorio che ci sia una distanza di almeno un chilometro.

SOLO PER I FISSI
Musica diversa, e questo già era noto e sicuro, per gli autovelox fissi: secondo la legge 120/2010 e le susseguenti circolari, fra il cartello indicante il limite di velocità e la postazione fissa dev'esserci una distanza di almeno un chilometro.

QUESTIONE DI FONTI
Ricordiamo, a ogni buon fine, che la fonte primaria cui ispirarsi in fatto di autovelox mobili era e resta la Legge 120/2010, cui sono solo seguiti la circolare ministeriale di chiarimento e poi la risposta all'interrogazione da parte del ministro Cancellieri (comunque uniforme alla circolare). E una circolare non può certo derogare alla Legge, perché fonte subordinata. Che l'eccesso di velocità sia un'infrazione pericolosissima non ci piove; tuttavia, anche gli Enti locali sono tenuti a seguire scrupolosamente la Legge, senza abusare delle macchinette solo per fare cassa ai danni degli automobilisti. Gli autovelox, tutti, devono essere commisurati alla situazione, né permissivi né eccessivi. Non è neppure giusto che alcuni Comuni mettano bilancio "preventivo" i proventi da multe date con autovelox.

MILLE RICORSI
Fra i vari motivi di opposizione alle multe date con autovelox mobili, c'è proprio la distanza irregolare del cartello indicante il limite di velocità. Esiste chi ha vinto ricorsi al Giudice di pace, per un motivo molto semplice: la violazione della Legge 20/2010. Si tenga presente che secondo la Cassazione, a sezioni unite (mediante decisione 23031 del 2 novembre 2007) e la Corte costituzionale (con sentenza 255 del 6.7.2007), le circolari hanno natura di atti meramente interni della pubblica amministrazione che esprimono esclusivamente un parere, fin tanto da non risultare vincolanti neppure per la stessa autorità che le ha emanate. Una circolare nemmeno vincola, a ben vedere, gli uffici gerarchicamente sotto ordinati, ai quali non è vietato neppure di disattenderla.

FRONTE PIÙ APERTO CHE MAI
Al di là della questione cartelli, resta caldissimo il fronte dei proventi delle multe: in Parlamento giace un Disegno di legge che vuole imporre ai Comuni di devolvere i proventi delle multe da autovelox ai proprietari delle strade. Per fare in fretta, si pensa perfino di cancellare da quel Disegno di legge l'introduzione del reato di Omicidio stradale, come anticipato da OmniAuto.it.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , multe


Top