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pubblicato il 1 giugno 2012

Nuova accisa: benzina da paura

Si teme un ulteriore crollo dei consumi di carburante, e l’effetto valanga sugli alimentari

Nuova accisa: benzina da paura

Mentre la terra del Modenese trema ancora (ieri alle 16.58 è stata registrata una scossa di 4.0 con epicentro fra Novi e Rolo) e la laboriosa Emilia-Romagna tenta il difficile ritorno alla normalità, si fanno i conti che riguardano la nuova accisa di 2 centesimi decisa dal Governo dei Tecnici per l'emergenza sisma. Che con l'IVA diventano 2,4 cent. In particolare i sindacati dei gestori di benzina Figisc (rete ordinaria) e Ania Confcommercio (autostrade) temono il peggio: "Comprendiamo: siamo di fronte a un'ennesima sciagura che colpisce duramente la popolazione e l'economia di tutto un territorio, al quale va la nostra totale solidarietà e vicinanza - afferma Luca Squeri, numero uno Figisc -. Ma la decisione di ricorrere ancora al 'serbatoio fiscale' dei carburanti fa traboccare una misura già colma".

TRISTE RECORD
Secondo Squeri, "i 2,4 centesimi di ora non sono di troppo, ma certamente lo sono i 17 e i 20 (a seconda del prodotto) che sono stati aggiunti a da poco più di un anno a questa parte". Una pressione fiscale che regala al nostro Paese il triste primato dei prezzi e della fiscalità più alti dell'Europa comunitaria. Non solo: le accise - attaccano i sindacati - hanno fatto crollare di due cifre le vendite dei carburanti, limitando la mobilità degli italiani e rendendola insostenibile per famiglie e Imprese. "E infine - polemizza Squeri -, è stata allargata la crisi di un settore distributivo già in gravi difficoltà, spingendo al collasso una intera categoria, quella dei gestori".

RACCOLTA DI FIRME
Per questo, la Figisc lancerà a breve un'iniziativa a tappeto che ha al centro il problema della eccessiva tassazione della benzina, con l'avvio su tutto il territorio nazionale, presso gli impianti della rete distributiva ordinaria e autostradale, una raccolta di firme a sostegno della petizione popolare per la riduzione delle imposte sui carburanti.

ACCISA DAVVERO A TERMINE?
I sindacati sentono poi puzza di bruciato riguardo alla scadenza dell'accisa, prevista per il 31 dicembre 2012. In passato, gli aumenti delle accise decretati non sono stati rimossi cessata la causa per cui erano stati adottati: sono solo diventati, per una scusa o per l'altra, fatalmente definitivi.

FAMIGLIE STREMATE
E l'aumento sulle accise dei carburanti è destinato ad avere un effetto valanga sulla spesa delle famiglie italiane, già stremate dalla recessione, in un Paese dove l'88% delle merci viaggia su strada: è quanto emerge da un'analisi della Coldiretti. Già l'aumento dei prezzi delle benzina (+17,7%) e del gasolio (19,1%) evidenziato dai dati Istat sull'inflazione a maggio ha svuotato il carrello della spesa con un calo del 2% degli acquisti dei prodotti alimentari; ora le cose sono destinate a peggiorare. A subire gli effetti del rincaro della benzina è l'intero sistema agroalimentare (produzione, trasformazione e distribuzione), dove si stima che i costi di trasporto e della logistica siano un terzo del totale.

7 CENT PER TRE REGIONI: CHE MAZZATA
C'è poi un problema a livello locale. "Alcune Regioni come Liguria, Piemonte e Toscana, per contribuire a fare fronte a calamità naturali che le avevano colpite, avevano incrementato le accise sulla benzina di 5 centesimi di euro. Ora il Governo, per il sisma in Emilia, incrementa di due centesimi le tasse sui carburanti. Occorrerà tenere conto della situazione che si viene a determinare, un incremento di sette centesimi al litro". A lanciare l'allarme è il vicepresidente del Senato, Vannino Chiti, secondo cui "questo non è giusto né sostenibile. Bene sarebbe stato che ci pensasse il Governo: e mi auguro che il Parlamento voglia ricostruire un equilibrio tra i cittadini del Paese". Infine, ricordiamo che il 6 giugno 2012 si terrà lo sciopero degli automobilisti contro il caro-benzina, cui si può aderire anche tramite Facebook.

DONAZIONI PER I TERREMOTATI AL 45500
Ricordiamo che fino al 26 giugno è attivo il numero 45500 attraverso il quale si possono donare 2 euro in favore della popolazione colpita dall'emergenza. Il ricavato della sottoscrizione sarà destinato alle necessità indicate dalla Regione Emilia-Romagna. Si può donare inviando un sms o chiamando da rete fissa il numero 45500. Il servizio è attivo solo con gli operatori nazionali Tim, Vodafone, Wind, 3, Poste Mobile, CoopVoce, Tiscali e Noverca e su rete fissa con Telecom Italia, Infostrada, Fastweb, TeleTu e Tiscali. La cifra raccolta sarà interamente destinata alle popolazioni colpite. Sulle cifre non grava l'Iva e nessuna quota andrà agli operatori di telefonia.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , tasse , carburanti


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