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pubblicato il 31 maggio 2012

Accisa sulla benzina per il terremoto in Emilia, è polemica

Per i consumatori è una scelta "inappropriata". Possibile anche l'aumento di altri generi di consumo

Accisa sulla benzina per il terremoto in Emilia, è polemica

La storia si ripete. L'Italia è vittima di una tragedia ambientale e lo Stato, per aiutare la popolazione colpita dal sisma o dall'alluvione, inventa una nuova accisa sui carburanti che fa pagare agli automobilisti per coprire le spese della ricostruzione. E' successo nel 1963 con il disastro del Vajont, nel 1966 con l'alluvione di Firenze, nel 1968 con il sisma del Belice, nel 1976 con quello del Friuli e nel 1980 per l'Irpinia. Tutte accise che ancora oggi si pagano e a cui negli ultimi anni si sono aggiunte (sempre contando solo quelle legate ad eventi naturali) le accise per pagare i danni delle alluvioni in Liguria e Toscana e poi quella per il terremoto in Emilia. Centesimi "giustissimi" perché le vittime di queste catastrofi meritano di essere aiutate, ma che fanno molto discutere se si pensa a due aspetti: perchè paghiamo ancora per eventi avvenuti oltre 40 anni fa e perché sono sempre gli automobilisti a dover battere cassa per ogni problema che lo Stato incontra, come nel caso della nuova accisa per aiutare il cinema o quella per la protezione civile. E intanto i prezzi sulla rete restano stabili in attesa del balzo. La media nazionale della benzina va oggi dall'1,820 euro al litro di Esso all'1,838 di Tamoil; quella del diesel dall'1,721 euro al litro di Esso e di Eni all'1,730 di Shell, mentre il GPL va dallo 0,804 euro al litro di Eni allo 0,834 di Tamoil. Infine ricordiamo che il 6 giugno si terrà lo sciopero degli automobilisti contro il caro benzina a cui si può aderire anche tramite Facebook.

SOLO DI COSTI DIRETTI OGNI AUTOMOBILISTA PAGHERA' 29 EURO IN PIU' ALL'ANNO
"Lo Stato deve aiutare i cittadini colpiti dal terremoto in Emilia, ma in un momento di crisi come quello attuale, in cui i prezzi dei carburanti sono alle stelle, un aumento delle accise appare quanto mai inopportuno, controproducente e dannoso per gli italiani e per l'economia nazionale", ha detto il presidente Codacons, Carlo Rienzi. L'Associazione dei consumatori ha stimato che decisione del CdM di introdurre un'accisa di 2 centesimi di euro al litro determinerà una maggiore spesa, solo per i costi diretti di rifornimento, pari a 29 euro annui ad automobilista, facendo incassare allo Stato una cifra complessiva attorno ad 1 miliardo di euro all'anno.Il rischio poi è che l'aumento delle accise possa avere ripercussioni sui prezzi al dettaglio, con un effetto domino in tutti i settori legati ai carburanti. Ricordiamo che più della metà del trasporto in Italia avviene su gomma.

ANCHE LE COMPAGNIE PETROLIFERE HANNO DEI PROBLEMI
In questo scenario non va sottovalutato un altro punto di vista: quello dei petrolieri. Il calo del 20% del consumo di carburante sta facendo chiudere diversi impianti e il rapporto tra gestori e aziende è tesissimo, come hanno dimostrato alcuni casi di cronaca. Come inoltre già detto da OmniAuto.it, ci sono piani aziendali di compagnie che pensano di abbandonare l'Italia tra pochi anni e, come confermano fonti riservate, la priorità 2012 è mantenere i clienti e non più crearne di nuovi. La cirsi è forte e, all'appello del Ministro dello Sviluppo Corrado Passera di non scaricare sui consumi le nuove accise e prendersi il maggior onere con una riduzione dei margini industriali, l'Unione Petrolifera ha risposto che ogni compagnia farà la sua scelta. Il Presidente, Pasquale De Vita, ha promesso che le compagnie faranno il possibile per contenere questo nuovo aumento, ma - tra accise ed IVA - è lo Stato che incassa buona parte degli introiti derivanti dalla vendita dei carburanti.

DONAZIONI PER I TERREMOTATI AL 45500
Ricordiamo che fino al 26 giugno è attivo il numero 45500 attraverso il quale si possono donare 2 euro in favore della popolazione colpita dall'emergenza. Il ricavato della sottoscrizione sarà destinato alle necessità indicate dalla Regione Emilia-Romagna. Si può donare inviando un sms o chiamando da rete fissa il numero 45500. Il servizio è attivo solo con gli operatori nazionali Tim, Vodafone, Wind, 3, Poste Mobile, CoopVoce, Tiscali e Noverca e su rete fissa con Telecom Italia, Infostrada, Fastweb, TeleTu e Tiscali. La cifra raccolta sarà interamente destinata alle popolazioni colpite. Sulle cifre non grava l'Iva e nessuna quota andrà agli operatori di telefonia.

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Tag: Attualità , carburanti


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