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pubblicato il 29 maggio 2012

Le Mazda potranno nascere negli stabilimenti Fiat-Chrysler

Marchionne lascia aperta anche questa possibilità, utile ad entrambe le parti

Le Mazda potranno nascere negli stabilimenti Fiat-Chrysler

Gli stabilimenti Fiat e Chrysler potrebbero essere utilizzati per la produzione di veicoli Mazda. L'ipotesi, già anticipata da OmniAuto.it nell'imminenza dell'annuncio sull'accordo Fiat-Mazda per lo sviluppo della prossima spider comune, è ora confermata dalle parole che Sergio Marchionne ha pronunciato negli USA. Secondo quanto riportato dalla Reuters, infatti, l'ad del Gruppo Fiat ha parlato di una "continua ricerca di accordi bilaterali" e partnership che riescano a "ridurre i costi produttivi e ad ampliare il mercato a livello globale". A margine di un evento tenutosi nello stabilimento Chrysler di Belvidere (Illinois), il manager italo-canadese si è detto "totalmente aperto" ad ogni ipotesi di collaborazione.

Utilizzare gli impianti Fiat e Chrysler presenti in Europa e in America per assemblare i modelli Mazda venduti in quei continenti sarebbe una soluzione utile per entrambe le parti. Da un lato risolverebbe i problemi finanziari di Mazda, svantaggiata dalla percentuale di produzione domestica (oltre l'80%) e dallo Yen forte, dall'altra aiuterebbe la Casa del Lingotto a sfruttare le linee produttive attualmente sottoutilizzate. Di certo è prematuro parlare di una boccata di aria fresca e di un'incremento produttivo per le fabbriche italiane, soprattuto perché gli stabilimenti del gruppo al di fuori dell'Italia sembrano più "papabili", a cominciare da quello messicano che dal 2013 costruirà la Mazda2 per l'Europa. Anche gli esempi precedenti di vetture nate in joint venture fra Fiat e altri costruttori (ad esclusione della Grande Punto con GM) non depone a favore di un "boom" delle fabbriche italiane: Fiat 500/Ford Ka in Polonia e Fiat Sedici/Suzuki SX4 in Ungheria insegnano.

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Tag: Mercato , auto giapponesi , auto italiane , produzione


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