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pubblicato il 30 maggio 2012

Scaroni (Eni): "Caro-benzina? Colpa del nostro stile di vita"

L'ad della Compagnia petrolifera di Stato lancia una provocazione e snocciola dati sul prezzo del greggio

Scaroni (Eni): "Caro-benzina? Colpa del nostro stile di vita"

Forse è solo una provocazione, forse si tratta di una battuta che voleva stimolare la discussione; fatto sta che le recenti parole di Paolo Scaroni, amministratore delegato di Eni (la Compagnia petrolifera di Stato), lasciano perplessi. Ecco le frasi riportate da gestoricarburanti.it: "Ci lamentiamo per l'eccessivo costo della benzina? Per chi sta dalla parte dei Produttori costa, invece, fin troppo poco. E se il prezzo è considerato elevato, la colpa va attribuita al nostro stile di vita. Non siamo disposti, infatti, a rinunciare a nulla: ciò significa che il petrolio non ha raggiunto ancora un costo tale da essere ritenuto insostenibile e da provocare, quindi, un mutamento del nostro modo di vivere".

CONDIVISIBILE?

OmniAuto.it non intende prendere posizione, per lasciare spazio a voi nei commenti: è condivisibile la teoria di Scaroni? In sostanza, il manager - in occasione della sua partecipazione al Day Rotary Patavini, invitato dal dipartimento di Scienze economiche di Padova per affrontare il tema "Energia e politiche dello sviluppo" - ricorda che in un'epoca di consumi elevati, se il prezzo della benzina è così alto, dipende anche dal fatto che noi non riusciamo a farne a meno, sebbene i consumi di carburante in Italia nei primi mesi del 2012 sono calati del 20% rispetto al 2011. Consumiamo comunque così tanto che la benzina era e resta necessaria, quindi preziosa e costosa.

ALTRI FATTORI
Comunque, Scaroni - nell'affrontare il tema del caro-benzina - ha aggiunto che la crisi dell'Iran pesa ai 15 ai 20 dollari al barile: "È vero che sul prezzo del greggio influiscono speculazione e rischi internazionali, ma è altrettanto vero che l'Occidente non fa nulla per ridurre i consumi. In 20 anni il costo del petrolio è cresciuto di dieci volte, eppure i consumi non sono calati". Poi la stoccata agli americani: "Se solo gli Stati Uniti sostituissero il loro parco auto - che in media divora un litro di carburante per ogni sette chilometri di strada - con vetture meno assetate, risparmierebbero ogni anno qualcosa come l'intera produzione di greggio dell'Iran. Ancora: se gli americani vivessero con temperature normali in casa, come in Europa, e se tutti usassimo auto a minor consumo, si arriverebbe a un 20% in meno di consumi nel mondo".

ITALIA: TROPPI DISTRIBUTORI
E il nostro Paese? "Abbiamo 26.000 pompe contro le 9.000 del Regno Unito. Se in Italia - dice Scaroni - accettassimo di avere meno stazioni di carburante in giro, otterremmo altri risparmi". Va comunque ricordato che, stando ai dati pubblicati dall'Unione petrolifera riferiti alla rete di vendita censita fino al 2010, le pompe sono 21.120, con 4.538 impianti a marchio Eni.

MA QUALE CINA...
Scaroni snocciola altri dati: "Il consumo pro capite negli USA è di 25 barili all'anno, in Europa di 12. La Cina, accusata dall'Occidente di essere la causa di tutti i mali, ha un consumo di due barili a testa. In totale, utilizza l'8% del petrolio mondiale, contro il 18% dell'Europa e il 25% degli Usa". L'amministratore delegato dell'Eni insiste: "Se abbiamo una visione comune per cui i consumi di petrolio sono incomprimibili, significa che i prezzi sono bassi".

Autore: Redazione

Tag: Attualità , carburanti


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