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pubblicato il 23 maggio 2012

Accise sulla benzina: l’Erario ci guadagna, ma...

La Figisc (sindacato gestori di benzina) calcola che la manovra Monti centrerà metà degli obiettivi

Accise sulla benzina: l’Erario ci guadagna, ma...

Era il 7 dicembre 2011, quando il Governo Monti faceva schizzare in alto le accise: in un solo giorno, di 10 cent/litro per la benzina e di 14 per il gasolio. Con quali aspettative di gettito? Per la manovra "Salva Italia" si preventivavano 5,6 miliardi di euro in più per l'Erario. Ebbene, secondo i calcoli della Figisc (sindacato gestori di benzina), il Fisco ne incamererà, a fine 2012, solo 2,4 in più. Risultato, un -57% rispetto al preventivato, per una ragione semplicissima: i consumi stanno crollando, dal momento che gli automobilisti cercano di stare il più alla larga possibile dalle pompe, per non svuotare ulteriormemente i già magri portafogli. Un incasso enorme, ma inferiore alle attese.

NUMERI IMPRESSIONANTI
Sulla rete, in quattro mesi si sono persi consumi per 1,058 miliardi di litri, ossia circa 50.000 litri in media per impianto: tendenza che comporterà una batosta di 150.000 litri sugli erogati medi/impianto. Le perdite registrate nel solo primo quadrimestre del 2012 sono pari a più di una volta e mezzo di quelle accumulate nell'intero triennio 2009-2011 (cioè 1,387 miliardi di litri contro 0,834), con un tasso di decremento pari a 16 volte quello medio dello stesso triennio (-9,62 % contro -0,61%).

ATTO D'ACCUSA
"Nel giro di 13 mesi, dall'inizio dell'aprile 2011 a questa parte, il prezzo dei carburanti è aumentato mediamente tra benzina e gasolio di 27,5 centesimi/litro; di questi, 6,6 centesimi (Iva compresa) sono dovuti all'aumento delle quotazioni internazionali dei prodotti, e ben 20,9 centesimi all'incremento delle imposte": attacca Luca Squeri, presidente Figisc. In altre parole, il 76% degli aumenti è da attribuirsi alle maggiori imposte, situazione che non ha eguali in nessun Paese comunitario. Così, continua Squeri, "consumatori, famiglie, Imprese sono all'esasperazione: la maggiore voce che contribuisce all'inflazione è il prezzo dei carburanti, e i benzinai stanno agonizzando a causa dei crescenti costi di gestione. La stangata fiscale sui carburanti ha falciato i consumi: nei primi quattro mesi del 2012, si sono persi quasi 1.400 milioni di litri rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso (-10%)". Non per niente, l'Aci ha proclamato una giornata di sciopero del pieno.

QUALI RICHIESTE
Gli fa eco Stefano Cantarelli, presidente Anisa (gestori delle autostrade): "Il Governo affronti l'emergenza con una revisione responsabile della sua politica fiscale su questi consumi necessari a garantire la mobilità del Paese: riduca il peso delle accise sui carburanti ripristinando la situazione ante 7 dicembre 2011".

BICCHIERE MEZZO PIENO
Se invece si vogliono vedere i dati da un'altra prospettiva, da gennaio ad aprile 2012, l'Erario incassa 1,91 miliardi di euro in eccedenza rispetto al primo quadrimestre del 2011, di cui circa 1,42 di accise e circa 0,49 di Iva. La ragione sta nella fiscalità di base sui carburanti (ossia esclusa l'Iva del prezzo industriale), che nel primo quadrimestre 2012 è più alta rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente di 17,3 cent/litro per la benzina (senza calcolare neppure le addizionali regionali di accisa), e addirittura di 20,8 cent/litro per il gasolio.

PENDOLARI SCATENATI
Da segnalare infine che il gap della fiscalità di base tra Italia e Stati confinanti va, in questi giorni, da 12 a 26 cent/litro per la benzina e da 5 a 29 cent/litro per il gasolio; il riflesso sul prezzo finale marca dei differenziali che oscillano, per la benzina, da 21 a 33 cent/litro, e, per il diesel, da 10 a 36. Il "pendolarismo del pieno", con gli automobilisti che vanno oltre confine a fare rifornimento viene così amplificato per effetto dell'aumentata pressione fiscale degli ultimi mesi. Un guaio sia per i gestori italiani a pochi chilometri dal confine sia per il Fisco italiano.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , carburanti


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