dalla Home

Home » Argomenti » Intermodalità

pubblicato il 17 maggio 2012

Roma, Milano e Napoli: la rapidità degli spostamenti è pari a quella di fine '700

Quando si usava il cavallo. Lo dice il "Libro Bianco" sui trasporti presentato da Confcommercio

Roma, Milano e Napoli: la rapidità degli spostamenti è pari a quella di fine '700

Muoversi oggi in città come Roma, Milano e Napoli significa procedere allo stesso ritmo dei nostri antenati a fine '700, quando si circolava esclusivamente a piedi, a cavallo, in carrozza o in calesse. Oggi la velocità media nei centri urbani più grandi è infatti di circa 15 km/h, ma si dimezza fino a 7-8 km/h nelle ore di punta. Dove abbiamo sbagliato? Secondo Confcommercio l'Italia negli ultimi dieci anni non ha investito abbastanza in infrastrutture stradali e ferroviarie: dal 1990 si è speso il 35% in meno e per il triennio 2012-2014 dalle risorse destinate al miglioramento della mobilità 18 miliardi sono stati tagliati. E' il quadro tratteggiato in un "Libro Bianco" sui trasporti presentato oggi a Roma dall'associazione dei commercianti nell'ambito del convegno "Sciogliere i nodi per competere".

RITARDO ITALIANO
Secondo Confcommercio tutto ciò ha "effetti effetti difficilmente sostenibili, se non grotteschi, come il fatto che si impieghi più tempo per raggiungere l'aeroporto della Malpensa o di Orio al Serio dal centro di Milano che per viaggiare in aereo tra il capoluogo lombardo e Roma o Trapani". La rete autostradale italiana (6.629 km) oggi negli ultimi 20 anni è infatti cresciuta quasi dieci volte meno di quella francese (11.042 km) e addirittura venticinque volte meno di quella spagnola (13.515), mentre l'estensione della rete ferroviaria veloce italiana (923 km) è inferiore a quella tedesca (1.285 km) e meno della metà di quella francese (1.896 km) e spagnola (2.056 km). Le cause vanno ricercate inoltre in un volume eccessivo del parco circolante con 225 vetture per ogni km (+271% rispetto al 1970) e un trasporto pubblico inefficiente.

QUESTIONE DI PIL
Rispetto alla Germania, il gap infrastrutturale ha fatto perdere all'Italia 142 miliardi di Pil e 50 miliardi in ricchezza. Ad oggi risultano ancora incompiute ben 27 opere infrastrutturali, alcune risalenti addirittura a 50 anni fa, per un valore di 31 miliardi di euro, mentre rispetto al Programma per le Infrastrutture Strategiche - valore complessivo oltre 367 miliardi - solo il 9,3% delle opere sono state portate a termine e quasi il 60% sono ancora in fase di progettazione. Si va dai 50 anni della Trasversale Fano-Grosseto e del Tunnel Rapallo-Fontanabuona, ai 46 anni della Pedemontana Veneta, per citare i casi più eclatanti. Da tre decenni si lavora a intermittenza su Gronda di ponente a Genova e Pedemontana piemontese, mentre il collegamento Montesilvano-Collecorvino è invece in via di realizzazione da ben 27 anni, tre anni in più della Bretella Campogalliano-Sassuolo, tanto per citare i casi più eclatanti.

Autore:

Tag: Attualità , mobilità sostenibile , trasporto pubblico , milano , roma , napoli , infrastrutture , autostrade


Top