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pubblicato il 16 maggio 2012

Federauto alle Case: "Ripensiamo il modello di business"

L'associazione dei dealer chiede ai costruttori una nuova strategia per fronteggiare la crisi. Nel 2012 a rischio chiusura il 30% degli autosaloni

Federauto alle Case: "Ripensiamo il modello di business"

"In questo drammatico momento e con le attuali prospettive negative per i prossimi 3 anni, un nuovo approccio al business da parte di tutte le Case automobilistiche non è più ritenuto procrastinabile". Così il presidente di Federauto, Filippo Pavan Bernacchi, annuncia dall'Automotive Dealer Day in corso a Veronafiere i contenuti di una lettera sottoscritta dall'unanimità dai rappresentanti dei concessionari italiani e inviata oggi a tutte le Case automobilistiche che operano nel Paese. "Entro l'anno - ha proseguito Pavan Bernacchi - è a rischio la sopravvivenza del 30% delle nostre Concessionarie, che da sole non riescono più a sorreggere la crisi di sistema che stiamo subendo, anche per le difficoltà a ottenere la giusta attenzione del Governo, nonostante i ripetuti solleciti - è necessario che anche le Case si impegnino a gestire con modalità straordinarie l'attuale situazione di emergenza". Nella lettera, controfirmata all'unanimità dal Cda Federauto in rappresentanza di tutti i marchi commercializzati nel Paese, si rileva "la sensazione che le Case non stiano reagendo con sufficiente determinazione per la tutela delle proprie reti italiane". I concessionari chiedono una profonda e totale revisione del modello di business che dia "maggior equilibrio al rapporto simbiotico tra Costruttori e Concessionari".

Per il presidente dei Concessionari è quindi necessario cambiare approccio: "Nella lettera ai Costruttori sono contenute proposte che segnano discontinuità con il passato, a partire dagli obiettivi di vendita e di acquisto, alle strutture dei margini e dei bonus, agli standard qualitativi e organizzativi richiesti dalle Case, che dovrebbero essere ridimensionati e temporaneamente sospesi. Ad esempio: l'inseguimento di obiettivi quali-quantitativi, le pressioni sugli stock, le forniture 'spontanee', e molto altro ancora, comportano oggi costi insostenibili per le Concessionarie. Occorre quindi - ha concluso Pavan Bernacchi - attivare un filo diretto diverso, condiviso e pragmaticamente legato a obiettivi comuni tra Case e Concessionarie".

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Tag: Mercato , immatricolazioni


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