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pubblicato il 16 maggio 2012

Sicurezza stradale: la cinquina della Cassazione

Ecco le sentenze rese note negli ultimi giorni

Sicurezza stradale: la cinquina della Cassazione

Cassazione sempre più protagonista in materia di sicurezza stradale: nelle scorse settimane, è stata chiamata ben cinque volte a esprimersi su diversi argomenti. Per esempio, per evitare le frodi al Fondo di garanzia vittime della strada, la Corte suprema ha stilato una specie di vademecum (sentenza 7270/12): chi lamenta di essere stato investito da un'auto dileguatasi subito dopo, deve presentare denuncia contro ignoti, altrimenti il risarcimento non scatta. Non basta recarsi al pronto soccorso dicendo di essere stati speronati da un pirata, specie se il racconto non è credibile in base alla valutazione complessiva delle risultanze processuali.

IN FUGA
E a proposito di pirati, chi tampona un altro veicolo deve fermarsi il tempo necessario per soccorrere l'altro conducente che ha subìto il colpo di frusta: se no, può essere responsabile del reato di fuga. Così la Cassazione con la sentenza 17220/2012. È un reato omissivo di pericolo: chi ha causato il sinistro si allontana dal luogo dov'è avvenuto l'impatto, ostacolando l'accertamento della propria identità personale, l'individuazione del veicolo investitore e la ricostruzione delle modalità dell'incidente.

BUCHE E TOMBINI
Con la sentenza 7035/2012, la Cassazione (come già in passato) s'è occupata invece di un incidente per il dislivello stradale di sei centimetri non segnalato intorno a un tombino: Comune e azienda idrica devono pagare i danni al guidatore. È vero che il fatto riguardava un ciclista, ma anche moto e auto possono essere vittime di buche, dislivelli, così come di altri dissesti stradali o lavori in corso. Se rappresentano un'insidia inevitabile, ossia se il guidatore procedendo con la massima prudenza non poteva evitarli, il Comune deve pagare i danni al veicolo e le lesioni fisiche.

SEMAFORO ROSSO
È lecito affidare a terzi la stampa, l'imbustamento e la presentazione agli uffici per i verbali a carico di chi passa con il semaforo rosso. È quindi valida la multa col T-Red (apparecchio che "pizzica" chi passa col rosso) se le formalità pre-notifica sono svolte da ditte private diverse dalle Poste. Lo ha sancito la Cassazione che, con la sentenza 7177/12. La notifica è nulla solo "se non sono osservate le disposizioni circa la persona alla quale deve essere consegnata la copia o se vi è incertezza assoluta sulla persona cui è fatta o sulla data".

OCCHIO AL CANE
In caso di sinistro provocato da un cane abbandonato, la concessionaria autostradale paga i danni solo se non dimostra che la recinzione della carreggiata era integra al momento dell'incidente: il gestore dovrà allora rimborsare i danni all'automobilista andato a schiantarsi contro il guard rail per evitare l'animale. Questo ha stabilito la Cassazione, con la sentenza 7037/2012. Come dire: la concessionaria non può sempre, 24 ore su 24, controllare che sui propri tratti non circolini animali. Che potrebbero, per esempio, essere stati abbandonati da un'area di servizio vicina al luogo dell'incidente.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , incidenti , sicurezza stradale , assicurazioni , multe


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