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pubblicato il 9 maggio 2012

Carburanti: se i prezzi di benzina e diesel sono così alti è colpa anche del fisco

Lo ricorda il Centro Studi Promotor Gl events analizzando il listino. Intanto oggi c'è stato qualche ribasso

Carburanti: se i prezzi di benzina e diesel sono così alti è colpa anche del fisco

Quella dei prezzi dei carburanti è un'altalena che non si ferma mai e che negli ultimi mesi è arrivata sempre più in alto, fino a quasi 2 euro al litro per benzina e diesel. Un'ascesa che ha costretto molti automobilisti a trovare soluzioni alternative all'auto o comunque ad utilizzarla di meno e che di recente ha visto aprire qualche spiraglio con leggeri ribassi. Anche oggi, dopo che ieri il governo ha chiesto ai produttori di applicare una riduzione in linea con il calo delle quotazioni del petrolio sui mercati internazionali, alcune compagnie hanno ritoccato i prezzi verso il basso, ma ciò non basta. Come ricorda il Centro Studi Promotor Gl events a pesare sul listino finale non ci sono solo le quotazioni del petrolio e le accise (mai così tante come oggi nella storia d'Italia), c'è anche il fisco. "Bene ha fatto il Governo a intervenire sui petrolieri, ma ora è dunque necessario che anche il fisco faccia la sua parte", si legge nella nota in cui si evidenzia che questo problema non è nuovo, ma è stato già sollevato tanti anni fa.

UN "MECCANISMO PERVERSO"
Secondo quanto riportato dal Centro Studi Promotor Gl events questo "meccanismo perverso" 8così lo definisce) è stato denunciato per la prima volta l'11 ottobre del 1999 dal direttore del Centro stesso attraverso un articolo di fondo sul Il Sole 24 Ore. "Sulla questione si aprì un ampio dibattito e il 29 ottobre il Governo decise di sterilizzare l'amplificazione degli aumenti della componente industriale del prezzo alla pompa dovuta al meccanismo perverso denunciato. Il provvedimento del Governo era comunque a termine e dopo alcuni rinnovi venne lasciato decadere", si legge nella nota, in cui si sottolinea l'importanza di un intervento efficace contro il caro carburanti ed una riduzione delle accise.

ALCUNI DATI
Secondo le elaborazioni condotte sulla banca dati su consumi e prezzi dei carburanti per autotrazione del Centro Studi Promotor GL events, nel 2011, a fronte di un calo dei consumi di benzina e gasolio dell'1,3%, la spesa è aumentata del 15,8%, passando da 55,5 miliardi del 2010 a 64,3 miliardi. Questa cifra imponente si è divisa più o meno equamente tra imposte e componente industriale. Allo Stato sono andati 32,5 miliardi con una crescita del 9,1% sul 2010. A compagnie petrolifere e distributori sono andati invece 31,8 miliardi con un incremento di ben il 23,7%. Nel 2011 dunque la responsabilità della crescita della spesa è da imputare soprattutto alla componente industriale, anche se pure il fisco non è esente da colpe. Nel primo trimestre del 2012 la situazione si è invece rovesciata. La crescita della spesa è infatti dovuta essenzialmente alla esplosione del prelievo fiscale. Sempre secondo la banca dati del Centro Studi Promotor GL events, nel primo trimestre di quest'anno, a fronte di un calo di consumi di benzina e gasolio del 9,3%, la spesa complessiva è aumentata del 10,7% e questo incremento è dovuto essenzialmente all'aumento delle imposte che ha determinato un maggior gettito del 19,9%, mentre l'aumento dei prezzi della componente industriale ha determinato maggiori introiti per petrolieri e distributori "soltanto" dell'1,7%.

IL PREZZO DEI CARBURANTI OGGI
Secondo Quotidiano Energia, l'Eni ha calato il prezzo di 2 centesimi al litro sulla benzina, e di 0,5 sul diesel, seguito da altre compagnie. "Il prezzo medio praticato della benzina (in modalità servito) va dall'1,845 euro/litro di Eni all'1,869 di Shell (no-logo giù fino a 1,736 euro/litro) - recita la nota -. Per il diesel si passa dall'1,747 euro/litro ancora di Eni all'1,759 di Q8 (no-logo anche in questo caso in forte diminuzione a 1,611). Il GPL è tra 0,843 euro/litro di Eni e 0,869 di TotalErg (no-logo a 0,810)".

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Tag: Attualità , tasse , carburanti


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