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pubblicato il 7 maggio 2012

Miracolo benzina: leggeri ribassi

Pare incredibile, ma i lisitini della benzina sono stati ritoccati all’ingiù

Miracolo benzina: leggeri ribassi

In un mare di pessime notizie per gli automobilisti (rincari continui e mercato a picco, ecco uno spiraglio di luce: il prezzo della benzina, ormai quasi prossimo ai 2 euro al litro, è sceso. Eni, il market leader, ha messo mano ai prezzi raccomandati della benzina (giù di 2,5 cent euro), del diesel (-1 cent) e del Gpl (-2 cent). Questo ha "costretto"i competitor a seguire la linea del ribasso: scendono Shell (-1 cent e -0,5 sul diesel), TotalErg (-0,8 cent), IP (-1,5), Q8 (-1,2) e Tamoil (-0,5). Questo dice il monitoraggio di quotidianoenergia.it che parla di "spazi ancora a disposizione per la discesa su entrambi i prodotti".

LO SPIRAGLIO C'ERA
D'altronde, negli scorsi giorni, l'Unione petrolifera era stata chiara: ''Vista la volatilità dei mercati, le condizioni per un ribasso effettivamente ci sono''. La società di studi economici Nomisma parlava di un surplus sul prezzo della verde di circa 8 centesimi al litro, intascato dalle Compagnie petrolifere: non si raggiunge quel ribasso, ma il pieno è appena meno asfissiante per il portafogli, pur continuando a rappresentare una mazzata.

REAZIONI
"Assolutamente insufficienti i ribassi dei carburanti registrati in queste ore presso i distributori italiani": lo afferma il presidente Codacons, Carlo Rienzi, che annuncia un'iniziativa legale sul fronte dei prezzi di benzina e gasolio. "Come ha sottolineato Nomisma, i listini dei carburanti presentano un sovrapprezzo del tutto ingiustificato pari a 8 centesimi di euro al litro. A fronte di tale dato, i recenti ribassi dei prezzi appaiono del tutto irrisori. Per tale motivo - prosegue Rienzi - questa mattina presenteremo alla Procura della Repubblica di Varese, che su esposto Codacons indaga sui prezzi dei carburanti, una nuova istanza in cui non solo si denuncia il mancato calo dei listini alla pompa, ma si chiede anche il sequestro di quegli impianti che, entro 48 ore, non allineeranno i prezzi eliminando l'ingiustificato surplus".

ECCO PERCHÉ
La novità è che, nelle ultime sedute di contrattazione, il prezzo del petrolio è sceso sotto i 100 dollari al barile negli Stati Uniti e a 113 dollari a Londra. Idem quello del Platt's, l'indicatore del prodotto finito commercializzato nel Mediterraneo. ''Le aziende, come accade anche nei movimenti al rialzo - stando all'Unione petrolifera - tendono generalmente ad aspettare un consolidamento della situazione'', per evitare un andamento isterico del prezzo alla pompa, con repentini cambiamenti all'insù e in basso. Ma la stessa Figisc (gestori di Confcommercio) sosteneva, negli scorsi giorni, che le diminuzioni di prezzo dei prodotti finiti (benzina e gasolio) in uscita dalle raffinerie facessero ben sperare. E nelle precedenti settimane le aziende petrolifere hanno compensato le diminuzioni del margine accumulate nel primo trimestre 2012 non scaricando i prezzi interni rispetto all'andamento delle quotazioni internazionali.

MENO SPESA
Che l'Italia necessiti di una benzina meno cara, emerge anche dal calo del 2% negli acquisti di prodotti alimentari nel primo trimestre. Lo ricorda la Coldiretti, secondo la quale le quotazioni della benzina spingono l'inflazione e frenano la ripresa in un Paese dove l'88% dei trasporti commerciali avviene su strada. A subire gli effetti dell'aumento dei costi energetici è - sottolinea la Coldiretti - l'intero sistema agroalimentare, produzione, trasformazione e distribuzione, dove si stima che i costi di trasporto e della logistica siano un terzo del totale.

IL GUAIO ACCISE
Comunque, se i Petrolieri fanno sentire meno il loro peso alla pompa, è lo Stato a pressare l'automobilista. Nell'ultima classifica a livello di Unione europea, l'Italia, per quanto riguarda le imposte sulla benzina, si conferma come la più "tartassata", con 1,041 euro/litro. Per il gasolio, rimane confermata la seconda posizione del nostro Paese dopo il Regno Unito, sia per il prezzo (1,735 euro/litro contro 1,799) sia per le imposte (0,894 euro/litro contro 1,004). Sperando che non arrivino altre tasse, le imposte sulla benzina in Italia sono superiori alla media dei Paesi comunitari del 28,5% (1,041 euro/litro contro 0,810 della media comunitaria) mentre il prezzo lo è in misura pari al 17% (1,856 euro/litro contro 1,591 della media Ue). Se si fa il pieno, tutti gli automobilisti vorrebbero abitare a Cipro, Paese con le imposte sulla benzina più basse, solo al 55 % di quelle italiane (0,574 euro/litro contro 1,041); ma la nazione con il prezzo più basso è la Romania, inferiore del 31% (1,283 euro/litro contro 1,856) a quello italiano.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , tasse , carburanti


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