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pubblicato il 2 maggio 2012

Aci, mobilitazione anti-tasse: utile?

L’Automobile Club d'Italia spinge per uno sciopero collettivo. Ma già quando lo proposero alcune associazioni il tentativo non riuscì a contrastare l'aumento dei prezzi

Aci, mobilitazione anti-tasse: utile?

Con le accise sui carburanti sempre più gravose, "occorre dare un segnale forte per dimostrare che gli automobilisti non sono rassegnati a farsi tartassare": parole del presidente dell'Aci, Angelo Sticchi Damiani. Che, in una recente intervista all'Avvenire conferma quanto aveva già anticipato ad OmniAuto.it e parla di gesto simbolico: "Stiamo organizzando la prima giornata dello sciopero della benzina. Sarà una specie di serrata di chi l'auto la deve usare per forza e non può più accettare che il prezzo del carburante aumenti a questi livelli". Così, l'Aci, entro un mese, inviterà tutti gli italiani ad astenersi dal fare rifornimento in una data stabilita, probabilmente prefestiva per rendere la protesta più fattibile e partecipata.

IN DIFFICOLTÀ
Il settore auto in Italia ha bisogno di ossigeno. Secondo l'Anfia (l'Associazione nazionale filiera industria automobilistica), se la Fiat dovesse scendere sotto il livello di produzione attuale in Italia, c'è il rischio che le multinazionali della componentistica lascino il nostro Paese. Le previsioni di vendita Unrae (Case estere) sono sempre più al ribasso: 1.370.000 unità. Ma il Governo insiste sulle accise, "perché - come ricorda Sticchi Damiani - purtroppo è il modo più facile per fare cassa. Per lo Stato si traduce in soldi immediati con un'imposizione fiscale a costo zero. Tutto molto comodo". Con un litro di benzina che veleggia verso i due euro in Italia (un tristissimo primato europeo), c'è poco di che stare allegri.

CON QUALI RISULTATI?
Anche immaginando uno sciopero perfetto da parte degli automobilisti, con zero litri di benzina erogati nel D-Day; anche ipotizzando la risonanza mediatica in Italia e all'estero; e anche ripetendo l'operazione in altri giorni; ammesso e non concesso tutto questo, ci si chiede francamente a che cosa possa servire "incrociare le braccia" alla pompa, e non fare il pieno. Perché il guaio è che la benzina è quasi come il pane: un bene indispensabile. Almeno per chi ha un veicolo. Un conto è organizzare uno sciopero e non comprare per qualche tempo un certo prodotto non di prima necessità; un altro è scioperare contro un bene di cui non si può fare a meno. Dal giorno successivo allo sciopero, per recuperare sulla benzina consumata nelle 24 ore precedenti, si formerebbero le code ai distributori. Alla fine, sia le Compagnie petrolifere - così leste ad alzare i prezzi non appena il costo del petrolio cresce -, sia lo Stato - così affamato di accise - la spunterebbero comunque.

IN PASSATO...
Già a inizio 2012, alcune associazioni dei consumatori avevano proclamato lo sciopero della benzina, per più giorni. Ma, da allora, il prezzo non ha fatto che alzarsi senza tregua, di pari passo con le accise...

Autore: Redazione

Tag: Attualità , aci , tasse , carburanti


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