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pubblicato il 1 maggio 2012

Riforma del lavoro: che botta per le auto aziendali

Arriva la penalizzazione della deducibilità per le flotte aziendali

Riforma del lavoro: che botta per le auto aziendali

È vero: il Governo Monti attinge parecchio dagli automobilisti, in termini di accise sui carburanti soprattutto; tuttavia, non intendiamo fare nessuna polemica nei confronti dell'Esecutivo dei tecnici, ma solo un gelido resoconto di quanto contiene al riforma del lavoro relativamente all'auto. Nel 2013, arriva la riduzione dei cosiddetti benefici fiscali per le flotte aziendali. A dire il vero, in questo senso il nostro Paese è già messo malissimo, visto che il trattamento fiscale verso l'auto aziendale da noi è pessimo, e comunque siamo sul gradino più basso del Vecchio Continente. Il fatto è che ora le cose peggioreranno: per finanziare la riforma del Lavoro partorita dal ministro Elsa Fornero, ecco (fra l'altro) il taglio della deducibilità per i veicoli d'impresa, che passerà dal 90 al 70% per le macchine date ai dipendenti in uso promiscuo. E la deducibilità delle spese relative alle auto a disposizione di aziende e professionisti scenderà dal 40 al 27,5%: parliamo di benzina, ammortamenti, manutenzione, più altre voci. Comunque, il Disegno di legge verrà discusso in Parlamento.

SERVONO TRE MILIARDI, E IN FRETTA
A copertura della riforma del lavoro, occorrono ben tre miliardi di euro dal 2013 al 2015. Al di là della bontà delle norme (non siamo il portale adatto a questa discussione, è in ballo la copertura dei nuovi ammortizzatori sociali), saranno pure ridotti i vantaggi fiscali sulle locazioni di immobili; inoltre, scatterà un taglio alle spese degli enti previdenziali e una decurtazione alla capacità di spesa del ministero dell'Economia. E, appunto, un miliardo di euro l'anno tondo tondo verrà "pagato" dalle flotte auto. D'altronde, si va sul sicuro: se le famiglie sono sempre più squattrinate, e se gli acquisti dei privati crollano, le società di noleggio e in generale le aziende e il popolo della partita Iva ha retto a livello di vendite nello sciagurato 2011 e in questa drammatica prima parte dell'anno.

QUESTIONE BENEFIT
In concreto, nessuno sa prevedere le conseguenze della riforma del lavoro sull'auto aziendale nel 2013, quando il provvedimento sarà in vigore. Può darsi che i dirigenti delle varie ditte valutino se è il caso di assegnare ancora la macchina come benefit; o che gli acquisti di vettura nuove calino (una mazzata tremenda al mercato già senza ossigeno). Non è da escludere neppure che i canoni di noleggio salgano: sì, la società di noleggio spende quanto prima, ma se il numero di noleggi cala, in qualche modo dovrà pure ottenere un ritorno in termini di costi e benefici.

L'UNRAE NON CI STA
Come abbiamo già riportato, l'Associazione delle Case estere, ha detto il direttore generale Unrae, Romano Valente, si oppone con tutta la determinazione possibile all'attuazione di questo provvedimento e invita tutte le associazioni di categoria coinvolte a manifestare con tutti i mezzi il proprio dissenso verso un'azione proditoria e demagogica che, come le altre (vedi l'aumento dell'Ipt e superbollo), non porterà benefici alle casse dello Stato e, peggio, ci allontanerà ancora di più dall'Europa e deprimerà definitivamente le capacità di contributo del settore auto all'economia italiana". Comunque, si va nella direzione contraria a quella auspicata da chi chiedeva un aumento della deducibilità per far crescere le vendite, a beneficio delle Case, delle concessionarie e dell'occupazione.

QUALI RISCHI
Il rischio della penalizzazione della deducibilità, tuttavia, è che aziende e privati aggirino l'ostacolo. Magari con un continuo ricorso al noleggio a breve termine, anziché a quello a lungo termine; oppure immatricolando vetture come autocarri per ottenere vantaggi fiscali.

SECONDA LEGNATA
Come se non bastasse, stando alla riforma del lavoro, scatterà una franchigia di 40 euro sulla deducibilità dei contributi sanitari obbligatori sull'assicurazione Rc auto. In termini semplici, non potremo dedurre l'intero contributo (il 10,5%, ogni volta che paghiamo il premio di un'assicurazione per l'auto, lo scooter o il cinquantino) al momento della dichiarazione dei redditi, ma solo una parte, perché sul totale graverà una franchigia. Il risultato è che, sotto una certa soglia di tariffa Rca annuale (sui 400 euro), non si potrà dedurre nulla. Per paradosso, potrebbe convenire pagare una Rca superiore ai 400 euro per così avere la deduzione, piuttosto che versare un premio inferiore, ma non deducibile.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , flotte aziendali


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