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pubblicato il 26 aprile 2012

Accise carburanti: “È un flop”

L’affondo della Figisc (sindacato dei gestori di benzina) nei confronti del Governo Monti

Accise carburanti: “È un flop”

Accise sui carburanti: i conti non tornano, almeno stando ai calcoli effettuati dalla Figisc, che rappresenta i gestori di benzina. Il sindacato parte infatti da un chiaro presupposto: secondo il Governo, l'aumento delle accise di dicembre 2011 con il Decreto "Salva l'Italia" poteva produrre un maggior gettito annuo di 5,8 miliardi di euro. Il risultato? Un flop, visti gli effetti recessivi di questo provvedimento sui consumi: per cominciare, da dicembre scorso a marzo 2012, siamo a 965 milioni di litri in meno; inoltre, si registrano minori entrate erariali per 890 milioni di euro.

CRISI? SÌ, MA...
Certo, come ricorda la stessa Figisc, questo fenomeno è in parte addebitabile alla crisi. Che però che dura ormai da tre anni. Dal 2009 al 2011, i consumi sono diminuiti di 2 miliardi di litri, ma ora, in quattro mesi, il "rosso" è pari a metà delle perdite accumulate nei tre anni precedenti. Segno che qualcosa non quadra, e che le tasse hanno detto la mazzata determinante. E se c'è pure da tenere presente l'incremento dei prezzi internazionali, responsabile del 30 % degli aumenti totali, l'Erario si mangia il 70% fra accise e Iva (l'imposta sulle tasse).

E SE IL PEGGIO DOVESSE ARRIVARE?
Qualunque automobilista trema poi all'idea che l'Iva a ottobre 2012 schizzi addirittura dal 21 al 23%, come paventato da esponenti del Governo a più riprese: la misura scatterà se le casse dello Stato saranno ancora esauste. L'aumento di due punti percentuali è prevista dalla Finanziaria di fine 2011 come clausola di salvaguardia: scatterebbe nel caso in cui non intervengano prima misure fiscali che consentano di reperire analoghe risorse. Inoltre, c'è lo spettro delle accise "sulle disgrazie" (anche se è antipatico dirlo, per rispetto degli italiani che vivono sulla loro pelle un terremoto o un'altra catastrofe naturale).

NUMERI DA PAURA
Nel frattempo, con i consumi a -7,2 % da dicembre a marzo, su base annua le entrate previste dal Governo dei tecnici saranno inferiori del 50% di quanto preventivato (il 16% è già stato perso in quattro mesi): 2,5 miliardi di euro anziché i 5,8 miliardi messi a bilancio.

UNIONE PETROLIFERA IN CAMPO
Al di là del flop delle accise, il Codacons lancia l'allarme: "Mentre i listini del petrolio segnano oggi un calo, la benzina raggiunge un nuovo record storico e vola a quota 1,918 euro al litro. Avevamo previsto un ulteriore rincaro della benzina in prossimità dei ponti del 25 aprile e 1 maggio, e puntualmente la nostra profezia si è avverata. Non può non far nascere il sospetto di speculazioni legate ai viaggi degli italiani". In replica, nelle scorse ore è scesa in campo con decisione l'Unione petrolifera: "Appare paradossale che mentre i prezzi dei carburanti evidenziano una discesa, da parte degli organi di stampa si parli invece di aumenti record oltretutto a ridosso del ponte del 1 maggio". Questo dimostrerebbe, stando all'Up, "la strumentalizzazione e la superficialità con cui viene trattata la materia. Il prezzo dei carburanti è un tema delicato e dalle ricadute sociali evidenti che andrebbe affrontato con maggiore serietà, soprattutto dagli operatori dell'informazione che dovrebbero essere molto più attenti nella verifica delle notizie ed evitare di creare allarmi ingiustificati". È una polemica antica, una questione senza soluzione. Un qualche aiuto per capirci di più potrebbe arrivare da voi lettori: basterebbe comunicarci, via email o nei commenti, che prezzi avete trovato alle pompe il 25 aprile e il 1 maggio 2012.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , tasse , carburanti


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