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pubblicato il 25 aprile 2012

I furti d'auto sono sempre più "Hi-Tech". Ecco come evitarli

Aumentano i ladri che si avvalgono di apparecchi che però possono essere raggirati dall'automobilista. Vi spieghiamo come

I furti d'auto sono sempre più "Hi-Tech". Ecco come evitarli

Niente più finestrini rotti, serrature forzate o chiavi che misteriosamente spariscono dalle vostre tasche mentre siete in un ristorante o in un altro luogo pubblico. I ladri d'auto non sono più quelli di una volta e adottano tecniche e modalità di scasso che si possono definire "HI-TECH". Non è una semplice impressione, ma la constatazione di fatto messa nero su bianco dal "Dossier annuale sui Furti d'Auto 2011" elaborato da LoJack Italia, che raccoglie e analizza i dati forniti dal Ministero dell'Interno. Sebbene i furti d'auto in Italia stiano diminuendo, i ladri si stanno "evolvendo" con l'aiuto di tecnologie avanzate. E' una tendenza europea e americana che probabilmente non tarderà ad arrivare anche da noi. "In Italia, secondo dati in nostro possesso questo trend, sebbene riguardi numeri più contenuti, è in crescita e riguarda circa il 20% dei furti, concentrati soprattutto nelle aree del centro-nord Italia dove i ladri si affidano maggiormente al prezioso supporto delle nuove tecnologie. La percentuale è però destinata gradualmente a crescere su tutto il territorio e di conseguenza prevediamo che continueranno contestualmente a diminuire sensibilmente anche i recuperi delle auto sottratte", ha detto Maurizio Iperti, Amministratore Delegato di LoJack Italia. Vediamo quindi nel dettaglio quali sono queste tecniche e come si possono contrastare.

PORTE APERTE CON IL JAMMER? NO SE L'AUTOMOBILISTA LE CONTROLLA PRIMA
Tra le prime vittime dei ladri hi-tech ci sono le vetture immatricolate recentemente che prevedono l'apertura e la chiusura centralizzata automatica delle portiere tramite un mini-telecomando. Le location in cui avviene il crimine sono solitamente grandi parcheggi in aree di sosta, cinema e affollati centri commerciali, dove il ladro si apposta a pochi metri dalla macchina con un dispositivo Jammer in grado di disturbare il segnale di chiusura centralizzata delle porte inviato dal telecomando del proprietario mentre questi si allontana dalla vettura. Per contrastare questa tecnica di furto bisogna quindi controllare sempre (anche dopo aver premuto il tasto di chiusura sul telecomando) l'effettiva chiusura delle portiere prima di allontanarsi dall'auto.

CHIAVE O NON CHIAVE? "QUESTO E' IL PROBLEMA"
Altra modalità di furto "hi-tech", recentemente riscontrata negli USA e che non lascia tracce sul veicolo si basa sull'utilizzo di dispositivi pirata in grado di beffare i cosiddetti sistemi di sicurezza "keyless entry". Studiosi dell'Università di Zurigo hanno scoperto un metodo efficace per estendere ingannevolmente, all'insaputa del proprietario, l'area di trasmissione del sensore presente sull'auto. Per riuscire a perpetrare con successo il furto, c'è dunque bisogno di due persone: il primo resta nei pressi dell'auto da rubare, il complice pedina a distanza di sicurezza la vittima mentre si allontana dalla vettura. Il primo ladro fermo nelle vicinanze del veicolo capta con un dispositivo il segnale emesso dall'auto e lo ritrasmette al complice. L'apparecchio in possesso dell'ignara vittima, seguita a stretto giro dal malintenzionato, avverte erroneamente la presenza del sistema di identificazione ritrasmesso e, a sua volta, ritenendo di essere nei pressi dell'auto, risponde inviando automaticamente il messaggio di apertura delle porte. Il gioco è fatto. Una volta, all'interno, il ladro deve solo premere il pulsante di accensione del motore e far perdere le proprie tracce. In questo caso l'automobilista può fare ben poco. Il problema è stato sottoposto all'attenzione delle Case costruttrici che, in alcuni casi, stanno valutando di tornare a più tradizionali sistemi di sicurezza per l'accesso alla vettura e soprattutto per l'avvio "meccanico" del motore attraverso la chiave.

L'AUTO SI RUBA ANCHE TRAMITE SMS
Secondo i dati raccolti in alcuni Stati degli USA, gli hacker sono oggi in grado di forzare elettronicamente l'accesso ad alcune auto sbloccandone le porte e addirittura avviando il motore senza una chiave, ma inviando messaggi opportunamente predisposti a un sistema anti-furto tramite un computer. Questo perché ad ogni dispositivo presente su un'auto è assegnato un corrispondente numero di telefono, proprio come per i fax. Il primo step per i malintenzionati consiste quindi nel trovare questo numero segreto per poter mettere fuori uso il sistema inviandogli comandi attraverso la messaggistica di testo. Anche se i numeri dovrebbero essere conosciuti esclusivamente dagli operatori che creano questi dispositivi, non è impossibile scovarli. Alcuni programmi particolarmente sofisticati consentono a mani esperte di verificare che tipo di dispositivi sono presenti nelle vicinanze dell'auto; per individuare l'esatto numero, gli strumenti di hacking ascoltano il traffico cellulare intorno al veicolo. Una volta trovato il numero e verificato che corrisponda realmente alla macchina che si ha davanti, il passo successivo è l'invio di messaggi codificati che ordinano al sistema di sbloccare le porte e successivamente di accendere il motore. In questo caso l'automobilista può difendersi con difficoltà.

LA "CHIAVE UNIVERSALE"
L'ultimo caso citato nel Dossier è quello della "chiave universale", un dispositivo in vendita on line e il cui costo si aggira attorno ai 100 euro. Esistono poi "dispositivi pirata" che, connessi a un computer, consentono ad hacker di accedere al software interno del veicolo, di averne il totale controllo, neutralizzando i meccanismi che lo immobilizzano, cancellando l'archivio storico della vettura e modificando il chilometraggio della stessa. Tra le tecniche più utilizzate si evidenzia la clonazione dei codici criptati che autorizzano l'apertura e la chiusura delle portiere; in altri casi, il ladro, una volta entrato all'interno dell'auto, riesce ad avviarla anche senza chiave semplicemente connettendo il PC a una delle "porte" elettroniche (ad esempio USB) e avendo accesso all'unità di controllo del motore attraverso l'inserimento di codici di sicurezza. Una volta sottratta l'auto, i ladri-hacker sono poi in grado, attraverso appositi jammer, di sfuggire al tracciamento della posizione dei dispositivi GSM/GPS o disturbare la comunicazione delle esatte coordinate. Anche in questo caso l'automobilista non può fare nulla in prima persona se non dotare la propria auto di sistemi di antifurto altrettanto "evoluti". LoJack cita "LoJack Smart" che integra tre modalità di localizzazione (RF, GPS e GSM) e due metodi di comunicazione (RF e GSM) ed è rafforzato dalla funzione Anti Jamming (AJ).

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Tag: Attualità , statistiche


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