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Interviste

pubblicato il 26 aprile 2012

Vavassori: "La mobilità deve tornare ad essere considerata il motore del paese"

Il neoeletto presidente dell'ANFIA ci parla di prospettive e azioni concrete per uscire dalla crisi. E commenta l'uscita del Gruppo Fiat

Vavassori: "La mobilità deve tornare ad essere considerata il motore del paese"

Industria automobilistica da un lato, politica dall'altro. Nel mezzo ci sono associazioni importanti come l'ANFIA, Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica, che da 100 anni è portavoce delle aziende italiane che operano nei settori della costruzione, trasformazione ed equipaggiamento degli autoveicoli per il trasporto individuale e collettivo di persone e di merci. Ad oggi conta 270 aziende associate ed è tra le maggiori Associazioni di categoria che fanno parte di Confindustria. Da aprile il suo nuovo presidente è Roberto Vavassori, Direttore Business Development di Brembo, che OmniAuto.it ha intervistato per capire quale indirizzo vuole dare all'Associazione in un contesto così difficile per l'economia e che cosa può concretamente fare l'ANFIA per risollevare il mercato dell'auto. Inevitabile parlare anche dell'uscita del Gruppo Fiat dall'Associazione e di quanto la scelta di Sergio Marchionne abbia pesato sulle aziende associate. Roberto Vavassori è tuttavia un uomo determinato e nonostante il quadro negativo ha promesso un costante lavoro di confronto con il Governo per aiutare aziende ed automobilisti.

OmniAuto.it: Roberto Vavassori, da poco Presidente dell'ANFIA (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica), ma già con un programma chiaro: allargare la base associativa, dare un aiuto concreto all'internazionalizzazione delle aziende italiane legate all'auto... Ma quale tra queste è la sua massima priorità?
Tra i punti programmatici che ho voluto proporre agli Associati ce n'è uno che potrebbe ricomprendere anche gli altri: migliorare la rappresentatività delle nostre aziende attraverso ANFIA, con l'obiettivo di farla diventare interlocutore sempre più autorevole, ascoltato e privilegiato nelle sedi istituzionali legislative e tecniche, sia nazionali, che internazionali. Riuscire non solo a farsi interprete delle esigenze delle aziende che rappresenta, ma soprattutto ad ottenere risultati concreti in risposta ad esse, significa conferire ulteriore credibilità alla mission dell'Associazione, dimostrare che l'attività associativa è davvero utile, e quindi favorire l'ingresso di nuove aziende, facendo crescere l'Associazione stessa.

OmniAuto.it: Tra i suoi obiettivi c'è anche quello di mantenere un rapporto di dialogo e concertazione con il Costruttore nazionale sui temi di interesse comune. Per quale motivo? Quanto ha pesato l'uscita del Gruppo Fiat dall'ANFIA?
Roberto Vavassori: "Il motivo è che, in quanto associazione dell'automotive, con il Costruttore nazionale manteniamo tanti interessi di filiera in comune, sui quali continueremo a collaborare. L'uscita delle aziende del Gruppo Fiat ha pesato per oltre il 50% delle quote associative ed è chiaro che una parte della solidità del bilancio dell'Associazione fosse dovuta proprio a tanti anni di presenza di Fiat, oltre che alla buona gestione da parte dei vari Presidenti che si sono succeduti. Ora dovremo vivere con risorse diverse: certo un cambiamento non da poco, ma anche una bella sfida, che affronteremo impegnandoci nell'allargamento della base associativa".

OmniAuto.it: La sua nomina è avvenuta in un momento molto difficile e delicato per il mercato dell'auto e dell'industria in generale. Crede che l'ANFIA possa concretamente intervenire per migliorare la situazione del comparto automotive? In che modo?
Roberto Vavassori: "In primo luogo, le difficoltà attuali ci offrono un forte stimolo per lavorare insieme agli altri rappresentanti del sistema mobilità, puntando sulle sinergie operative laddove c'è piena comunanza di obiettivi. Per fare un esempio di intervento concreto, inoltre, nella lettera che abbiamo consegnato al Ministro Profumo in occasione dell'Assemblea Pubblica ANFIA del 10 aprile scorso, ci siamo concentrati su tre istanze: sostegno fattivo, concreto e immediato dal mondo del credito al sistema produttivo; riforma dei provvedimenti fiscali punitivi nei confronti della filiera automotive; maggiore attenzione e sensibilità verso l'impresa manifatturiera come valore da proteggere e alimentare nel tessuto sociale italiano".

OmniAuto.it: Oltre che Presidente dell'ANFIA lei è anche Direttore Business Development di Brembo. Può dirci come sta andando il mercato dei componenti auto nel nostro paese? Quanto soffrono i fornitori italiani per la crisi delle immatricolazioni in Italia ed Europa?
Roberto Vavassori: "La filiera della componentistica ha chiuso il 2010 con un fatturato complessivo di 42,2 miliardi di Euro, con una crescita dell'11,1% rispetto al 2009, recuperando l'86% dei ricavi ottenuti nel 2008.
In assenza di dati definitivi, prevediamo che il consuntivo 2011 ci mostrerà un'ulteriore crescita, seppur inferiore a quella del 2010. Ai risultati positivi della prima parte dell'anno, infatti, è seguita una seconda parte piuttosto critica. Si conferma, in particolare, la crescita delle esportazioni - uno dei motori trainanti del comparto - pari al 16% del fatturato, con un saldo attivo della bilancia commerciale per 7,3 miliardi di Euro (+25,9% rispetto al 2010).
E anche a gennaio 2012, assistiamo a crescita tendenziale del 12% circa degli ordinativi esteri di componenti per autoveicoli e motori prodotti in Italia.
A soffrire, dunque, sono soprattutto le aziende che non hanno internazionalizzato la loro presenza su altri mercati - sia tramite l'export, sia con l'apertura di stabilimenti - con conseguenti ripercussioni sui fornitori di secondo e terzo livello, tipicamente PMI. Non dimentichiamo, del resto, che oltre il 30% delle imprese della filiera italiana della componentistica sono piccole imprese e oltre il 40% sono micro-imprese".

OmniAuto.it: E' in quest'ottica che tra i suoi obiettivi c'è l'internazionalizzazione aziendale? Le imprese italiane davvero non possono più farcela con il solo mercato nazionale? Secondo lei se il governo intervenisse con manovre tempestive, le cose potrebbero migliorare? Se sì, cosa deve fare il Governo Monti per aiutare l'impresa italiana?
Roberto Vavassori: "Negli ultimi anni, ANFIA ha messo in campo diverse azioni per spingere all'internazionalizzazione le PMI. Ora, il nostro intento è puntare su una vera logica di sistema, che sfrutti le esperienze già maturate dalle aziende e dagli organismi istituzionali, locali e nazionali. La progressiva riduzione della produzione nazionale di autoveicoli - nel 2011 sono state prodotte in Italia meno di 500.000 autovetture - mette in forte difficoltà le PMI italiane ancora legate ad un solo cliente, nonché le filiali italiane delle multinazionali. Di qui la necessità di ulteriori azioni di internazionalizzazione verso i mercati ad alta crescita, anche con investimenti produttivi in loco, pur continuando a presidiare i mercati europei: Germania e Francia restano comunque i nostri principali mercati di esportazione.
Quanto alle manovre del Governo, è prioritario intervenire sul credit crunch immettendo liquidità nel sistema, senza attendere che il merito di credito di moltissime piccole e medie aziende si deteriori ulteriormente, e facendo in modo che le banche - a maggior ragione dopo i recenti interventi della BCE - sappiano assumersi i rischi imprenditoriali tipici del loro mestiere, senza limitarsi a valutare i parametri di bilancio con eccessiva rigidità".

OmniAuto.it: Cosa pensa di questa specie di continuo "attacco" all'automobile da parte degli ultimi governi? Superbollo, nuove accise sui carburanti, aumento dell'IPT e dell'IVA, rincari autostradali...
Roberto Vavassori: "Penso che le istituzioni dovrebbero tornare a considerare la mobilità come motore di sviluppo del Paese. Lo dicono i dati: la filiera automotive italiana è tra i principali creatori di ricchezza, rappresentando, nel suo complesso, l'11,4% del PIL italiano e dando il contributo più significativo alle entrate fiscali dello Stato, con 67,8 miliardi di Euro versati nel 2010, pari al 16,6% del gettito fiscale nazionale. Troppo frequentemente e non da oggi, il mondo dell'auto è invece assimilato a una paziente mucca da mungere".

OmniAuto.it: Potendo rivolgersi a milioni di automobilisti italiani tramite questa intervista, cosa si sente di dire loro?
Roberto Vavassori: "Che siamo dalla loro parte nel riconoscere che i costi di gestione di un'autovettura sono cresciuti a dismisura negli ultimi anni e sono difficilmente sostenibili in questo momento di recessione. Per questo ci impegniamo ad attivare da subito un sereno confronto con il Governo per contemperare le esigenze di gettito con quelle di equità e crescita per il nostro settore, ricomprendendo in quest'ultimo anche l'utente finale, ovvero l'automobilista".

OmniAuto.it: Quest'anno l'ANFIA festeggia 100 anni, in quale modo pensate di celebrare la ricorrenza?
Roberto Vavassori: "In occasione dell'Assemblea Pubblica ANFIA tenutasi a Torino poche settimane fa, abbiamo dato inizio ai festeggiamenti con la proiezione di un video celebrativo dei nostri cento anni di attività, e nel corso dell'anno terremo alta l'attenzione su questa importante ricorrenza. Le numerose conquiste della tecnologia e dell'innovazione che hanno fatto la storia del mondo dell'auto, hanno scandito le tappe più importanti della storia dell'Associazione, a cui, oggi, piace leggere il lavoro svolto e l'esperienza maturata come punto di partenza per affrontare con successo le prossime sfide".

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