dalla Home

Home » Argomenti » Prezzi benzina

pubblicato il 18 aprile 2012

Quest’anno il mercato dell’auto chiuderà a -14%

Costruttori e concessionari si sfogano contro il Governo

Quest’anno il mercato dell’auto chiuderà a -14%

Crisi, crisi, crisi. In questi ultimi anni non si è sentito parlare d'altro e invece di intravederne la fine il mercato continua a dare segni di fragilità. Il calo delle immatricolazioni in Europa anche nel mese di marzo (il sesto mese consecutivo di rosso) non ha fatto che aumentare le paure degli addetti ai lavori. E non è certo un problema che interessa solo il settore auto, di cui siamo portavoce. Su questo fronte l'ANFIA prevede per l'Italia una chiusura dell'anno inferiore a 1.500.000 unità, in ribasso di oltre il 14% su un 2011 già difficile e del 40% rispetto ai livelli pre-crisi del 2007 (2.493.105 unità) sia per gli altri comparti della filiera, con le immatricolazioni dei veicoli commerciali leggeri previste in calo del 18%, quelle degli autocarri del 16,3% e degli autobus dell'8,6%. Mese dopo mese l'Italia sta scivolando sempre più in basso nella Top Five dei mercati più importanti d'Europa. "Tocca il nostro orgoglio di italiani il constatare che scendiamo al 4° posto nella classifica europea e quest'anno sarà difficile riuscire a recuperare posizioni", dice l'UNRAE. E in questo quadro poco esaltante la Global Insight stima per il mercato europeo del 2012 una flessione di circa il 6% rispetto al 2011, a valori attesi di poco superiori a 13 milioni di immatricolazioni. Numeri appesantiti dalle ultime azioni di Governo (superbollo, nuove accise, aumento dell'IPT...) che fanno preoccupare i costruttori e reagire negativamente i concessionari.

ANCHE L'AUTO DI LUSSO E' IN CRISI
Che superbollo e fisco stiano facendo espatriare le supercar già lo sappiamo, ma i dati delle immatricolazioni di marzo hanno spinto Federauto (la Federazione che rappresenta le concessionarie in Italia) a criticare ulteriormente l'azione di Palazzo Chigi. "Superbollo e spettacolarizzazione nei controlli anti-evasione stanno distruggendo un settore, quello delle auto di lusso, che da sempre parla italiano - dice il presidente di Federauto, Filippo Pavan Bernacchi -. Se nel resto del mondo le supercar Made in Italy registrano crescite importanti, nel nostro paese stanno vivendo una crisi senza precedenti. Il riferimento è alla contrazione delle vendite registrata nel primo trimestre di quest'anno da Ferrari (-51,5%) e Maserati (-70%). Questi numeri, secondo Federauto "testimoniano come le scelte intraprese dal Governo abbiano letteralmente terrorizzato i potenziali clienti. Anche quelli, e sono la stragrande maggioranza, che nulla avrebbero da temere dall'Agenzia delle Entrate. Ora chi possiede queste vetture o cerca di sbarazzarsene, soprattutto all'estero, o le tiene in garage per paura di essere fermato e fatto oggetto di indagini plurime". Per questo Federauto chiede al Governo un passo indietro, "come è stato fatto con la nautica o con gli emendamenti introdotti nel 'Salva-Italia' che hanno alleggerito le tasse per elicotteri e aerei. I provvedimenti iniziali, infatti, avrebbero fatto sparire barche e motoscafi dai nostri porti con gravi danni per la nostra economia. Lo stesso principio vale per le auto, beni di lusso filosoficamente identici agli altri beni di lusso". Federauto appoggia la lotta all'evasione fiscale ma ricorda che il crollo delle vendite di tutte le auto prestazionali farà perdere allo Stato circa 105 milioni di euro. "Ci chiediamo perciò con quali criteri vengano adottate le misure fiscali quando l'effetto complessivo comporta una ulteriore depressione del mercato e perdita di gettito per lo Stato".

SOLO MACIGNI, NESSUNA RIPRESA
Altre critiche al Governo Monti arrivano dal Centro Studi Promotor GL events. E' ormai palese che il mercato italiano dell'auto è fortemente appesantito da prezzi dei carburanti e dell'assicurazione della RC auto esorbitanti, ma secondo il centro Studi è soprattutto la difficoltà del quadro economico in continuo peggioramento che scoraggia gli automobilisti. Per risollevarsi la domanda di auto, secondo il Centro Studi Promotor GL events, bisognerebbe che si delineasse una ripresa dell'economia "di cui non vi è però alcun segno premonitore, come non vi è traccia nell'azione del Governo di provvedimenti che possano fornire in tempi brevi uno stimolo all'economia e, per quanto riguarda l'auto - si legge nella nota -, a ciò si aggiunge che il Governo, dopo aver calcato la mano in maniera estremamente pesante sulla tassazione del carburante e su altre imposte sulla motorizzazione, non ha certo remore nell'annunciare nuove penalizzazioni specifiche del settore, come ad esempio ulteriori aumenti di accise e riduzioni della possibilità per gli operatori economici di detrarre i costi dell'auto aziendale".

Autore:

Tag: Mercato , immatricolazioni , ipt , tasse , carburanti


Top