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pubblicato il 17 aprile 2012

Il camion-vela paga la tassa pubblicità

L’imposta al Comune è obbligatoria, come per i cartelloni

Il camion-vela paga la tassa pubblicità

Avere presente i camion-vela, utilizzati nei centri urbani facendo pubblicità? Devono pagare la tassa sulla pubblicità al Comune, proprio come se fossero mega cartelloni: lo ha stabilito la sentenza 5858, pubblicata il 13 aprile dalla sezione tributaria della Cassazione. Secondo cui, è un espediente elusivo piazzare il veicolo attrezzato per la réclame nei punti strategici della città risparmiando sul tributo. D'altronde, si tratta spesso di una vela bifacciale in vetroresina per poster da 600 x 300 centimetri: un messaggio che viaggia su quattro ruote e 36 metri quadrati di superficie espositiva. Parliamo di campagne per vendite promozionali, vendite straordinarie, liquidazioni, saldi e fallimenti, eventi culturali ed artistici. Più pubblicità di così...

NIENTE "FURBATE"
Stando agli ermellini, il camion-vela nasce apposta per fare pubblicità: chi lascia a lungo il veicolo "attrezzato" in sosta nei punti nevralgici della città deve sborsare l'imposta. Di che genere? Semplice: in misura pari a quella dovuta per gli impianti fissi destinati alla réclame, come i mega cartelloni. Il Comune, tollerando un espediente elusivo, creerebbe invece disparità fra le società del settore e, dunque, anche fra le aziende inserzioniste.

È PUBBLICITÀ ORDINARIA
Quella sui camion-vela è pubblicità ordinaria e non effettuata mediante veicoli. Si tratta di mezzi realizzati o comunque trasformati per esercitare attività propagandistiche: spetta al cliente dimostrare che l'uso del veicolo avviene in via prevalente per un uso pubblico o privato diverso da quello pubblicitario. Se la Polizia municipale (come avvenuto nel caso esaminato dalla Cassazione, a Varese nel 2006) accerta che i camion sono parcheggiati di proposito nelle strade più trafficate per consentire al messaggio di raggiungere il maggior numero possibile di consumatori, è chiaro che venga configurata la pubblicità.

UN SECONDO PROBLEMA
Per quanto riguarda i camion-vela per la propaganda politica, spiega la Cassazione, "non dovrebbe consentirsi la prolungata sosta di detti veicoli in punti strategici della circolazione urbana, con l'esposizione di manifesti elettorali, formato 6x3, vietati negli ultimi 30 giorni della campagna pubblicitaria". Inoltre, il Codice della strada prevede una severa regolamentazione della pubblicità sulle strade e sui veicoli, al fine di salvaguardare la sicurezza stradale, in prossimità di intersezioni, e per evitare confusione con la segnaletica stradale. La sanzione è di circa 400 euro.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , tasse


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