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pubblicato il 16 aprile 2012

Incidenti: Associazione Guarnieri vs Istat

Nel 2010 sarebbero morte per sinistri stradali molte più persone di quelle dichiarate

Incidenti: Associazione Guarnieri vs Istat

Divampa la polemica fra l'Associazione Lorenzo Guarnieri (che da anni si batte a favore della sicurezza stradale) e l'Istituto nazionale di statistica (l'Istat). L'affondo di Stefano Guarnieri, papà di Lorenzo, ucciso nel 2010 da una persona che guidava un motorino sotto l'effetto di alcol e droga, è determinato: "A livello nazionale, la mortalità dovuta a reati stradali nel 2010 non di 4.090 persone come annunciato dall'Istat, ma si può stimare in almeno 4.703". L'accusa all'Istat da parte della famiglia Guarnieri si basa su un presupposto: i dati Istat non prendono in considerazione che il sinistro del figlio sia stato causato da un guidatore in stato alterato.

ALTRO CHE DISTRAZIONE
"Sempre secondo l'Istat - ci spiega l'Associazione Guarnieri - l'incidente che ha coinvolto Lorenzo è stato provocato da distrazione; invece è stato vittima innocente di alcol e droga passivi sulla strada. Pretendiamo delle scuse formali da parte dello Stato, della Regione, della Provincia e della Polizia municipale per avere trattato l'omicidio di nostro figlio con approssimazione, così come purtroppo è accaduto in tanti altri casi".

TOSCANA, I CONTI NON TORNANO
Grazie a uno studio effettuato in collaborazione con l'Istituto di ricerca e programmazione economica per la Toscana (Irpet), l'Associazione ha verificato che "l'errore fatto nei confronti di Lorenzo non è un caso isolato. In provincia di Firenze nel 2010 sono morte 69 persone, mentre l'Istat ne riporta 58 e il sistema Sirss della regione Toscana (costato al contribuente due milioni di euro dal 2008 a oggi) ne riporta 59".

UNA PROIEZIONE
Ma come fanno i Guarnieri ad avere quei dati, ossia attorno ai 4.703 morti in incidenti? Semplice: effettuano una proiezione, una stima. In particolare, quelli della provincia di Forlì-Cesena: nel 2010 i morti per scontri stradali sono stati 39 (fonte Asaps) e non 34 come indicato dall'Istat.

L'ISTAT RISPONDE
Pronta la replica dell'Istat, secondo cui, a partire dal 2010, la rilevazione sugli incidenti stradali con lesioni alle persone è stata sottoposta a una profonda rivisitazione dei suoi aspetti organizzativi anche per superare fenomeni di sottostima, e per migliorare la tempestività e la qualità della rilevazione nel suo complesso. Il guaio è che la tempistica di invio delle informazioni a Istat è a cadenza trimestrale e il consolidato annuale (riferito all'anno precedente) è fissato al 31 maggio. Entro questa data le Regioni che collaborano all'indagine devono assicurarsi che la raccolta presso gli organi di rilevazione (Forze dell'ordine) sia completa ed esaustiva. Ed ecco l'inghippo: "Può accadere però che le unità territoriali preposte alla raccolta dei dati continuino ad aggiornare i loro archivi con casi che non erano stati comunicati entro il 31 maggio. Date queste tempistiche, quindi, è plausibile una sottostima del fenomeno".

L'ASSOCIAZIONE BACCHETTATA
Se l'Istat ammette che qualcosa non quadra nei propri dati sugli incidenti, però bacchetta l'Associazione Lorenzo Guarnieri: "È statisticamente scorretto fare proiezioni di dimensioni nazionali partendo da un numero limitato di osservazioni e senza ulteriori riscontri". Per quanto riguarda la guida in stato psicofisico alterato, l'Istat spiega che tali informazioni possono essere distorte in quanto gli organi di rilevazione, in taluni casi, non le inseriscono nel modello di rilevazione, dal 2009 ha deciso di non pubblicare i dati sullo stato psicofisico dei conducenti.

DISORIENTAMENTO
Alla fine di questa polemica, resta solo disorientamento, un po' per tutti. I numeri sugli incidenti stradali forniti dall'Istat non il massimo della precisione, non per colpa propria, ma perché i dati arrivano tardi e parziali. Mentre le statistiche sugli incidenti per alcol e droga non vengono più rilevati, visto che i numeri conseguenti sarebbero inattendibili. E allora, come si fa a prevenire i sinistri in Italia?

Autore: Redazione

Tag: Attualità , incidenti , sicurezza stradale


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