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pubblicato il 12 aprile 2012

Rc auto: le (discutibili) proposte Aci

Quattro idee Aci contro il caro-Rca

Rc auto: le (discutibili) proposte Aci

L'Automobile club italiano ha la ricetta per abbattere fino al 40% i prezzi delle polizze Rc auto, o almeno così garantisce lo stesso Aci. È tutto contenuto in una proposta che comprende quattro articoli di uno schema di progetto di legge, più qualche raccomandazione per un intervento del Governo.

PREMESSA
L'Aci parte dal presupposto che nell nostro Paese circolano 3,5 milioni di auto senza assicurazione, in cui 100 incidenti provocano nel 23% dei casi danni fisici contro i 10 di Francia, Germania e Belgio e gli 11 del Regno Unito. Qui sta l'anomalia italiana. Da noi, ogni anno, ci sono 700.000 denunce per "colpo di frusta", e le Assicurazioni pagano, per questo, due miliardi di euro l'anno, pari al 15% del valore totale dei sinistri annui.

LE PRIME DUE SOLUZIONI
Con l'articolo 1 proposto dall'Aci, si è introdotto un termine di decadenza di 90 giorni per l'esercizio dell'azione di risarcimento dei danni prodotto dalla circolazione dei veicoli. In mancanza di tale termine di decadenza, oggi la possibilità di richiedere un risarcimento di prescrive dopo due anni dal sinistro, anche se mai denunciato. L'eccessiva lunghezza del termine vigente si presta a facili meccanismi speculativi da parte del falso danneggiato che potrebbe tentare di trarre profitto anche molto tempo dopo l'avvenuto incidente. Invece, con l'articolo 2, si è ripristinato il termine di cinque giorni entro il quale il danneggiato deve mettere a disposizione le cose danneggiate per l'ispezione diretta ad accertare l'entità del danno. Il termine di due giorni, infatti, "risultava oneroso - spiega l'Aci- per la Compagnia, impossibilitata a effettuare perizia in un così breve lasso di tempo: un "un facile espediente per chi vuole speculare sull'esistenza e sull'entità del danno.

LESIONI
Ma è sui risarcimenti una parte fondamentale delle proposte Aci. "Con l'articolo 3, si chiarisce la disposizione concernente la non risarcibilità del danno alla persona per lesioni, qualora la documentazione medica non attesti con assoluta certezza e con il supporto di mezzi strumentali e clinici l'esistenza della lesione stessa". Insomma, ci si spinge un po' più in là rispetto a quanto fissato dal Decreto liberalizzazioni, che in sostanza dà il via libera al rimborso del "colpo di frusta" solo se c'è una radiografia a evidenziare i danni fisici. In realtà, così come stanno ora le cose, le Assicurazioni hanno già ottenuto proprio quanto volevano: addio alle truffe per il rimborso del semplice dolore. Con questo, però, gli assicurati onesti che davvero soffrono per il "colpo di frusta", ma non possono dimostrarlo con esami strumentali (o non hanno i soldi per pagare quegli accertamenti medici) perdono il diritto all'indennizzo. Idem gli automobilisti con problemi di natura psicologica post incidente: la depressione non è misurabile strumentalmente.

FORMA SPECIFICA
L'articolo più discutibile è il numero 4, sul rimborso in forma specifica. "Nel caso in cui la Compagnia offra al danneggiato questa forma di risarcimento, costui deve fare riparare la propria auto presso le officine convenzionate della compagnia stessa". Se non lo fa, l'indennizzo "è limitato a quanto l'Assicurazione avrebbe speso presso una propria officina convenzionata". Con quale obiettivo? "Questa disposizione - dice l'Aci - garantisce al danneggiato la riparazione del danno subito s senza anticipazioni di denaro, avendo una garanzia di due anni sulla qualità del lavoro svolto e permette alla Compagnia una drastica riduzione dell'importo del danno perché si avvale di carrozzerie convenzionate con le quali avrà preventivamente negoziato sconti su manodopera e ricambi". In realtà, il risarcimento in forma specifica è stato bocciato sia dall'Antitrust sia dal Parlamento stesso, che ha già corretto il Decreto al momento della trasformazione in Legge, in quanto non stimolava la concorrenza, andando a danneggiare le carrozzerie indipendenti.

TABELLA RACCOMANDATA
Dubbi anche sulle raccomandazioni dell'Aci al Governo, in particolare quella che riguarda "la definitiva approvazione della tabella nazionale dei risarcimenti per danni fisici che comportano invalidità dal 9% al 100%, tabella sviluppata dai ministeri competenti ma non ancora entrata in vigore". Se non è ancora entrata in vigore, è proprio perché questa norma darebbe un grande vantaggio alle Assicurazioni, di fatto dimezzando i rimborsi per le gravissime lesioni personali: il punto unico nazionale si baserebbe su tabelle molto vecchie, allontanandosi inoltre da quanto stabilito dalla Cassazione, la quale fa riferimento alle tabelle del Tribunale di Milano.

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Autore: Redazione

Tag: Attualità , assicurazioni , aci


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