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pubblicato il 10 aprile 2012

Roberto Vavassori è il nuovo presidente dell'ANFIA

Gli obiettivi sono: rafforzarsi e internazionalizzare le aziende

Roberto Vavassori è il nuovo presidente dell'ANFIA

Il nuovo presidente dell'ANFIA, Associazione Nazionale Fra Industrie Automobilistiche che quest'anno festeggia 100 anni, è Roberto Vavassori - Direttore Business Development di Brembo - che è stato eletto oggi a Torino dove si è svolta l'Assemblea Generale degli Associati presso il Museo Nazionale dell'Automobile. "Lavoreremo per far diventare ANFIA un interlocutore sempre più autorevole, ascoltato e privilegiato nelle sedi legislative e tecniche, sia nazionali che internazionali - anche per il tramite delle federazioni OICA e CLEPA - potenziando la funzione di rappresentanza a vantaggio delle nostre aziende", ha detto Vavassori, che ha già un programma chiaro: allargare la base associativa oggi costituita da 270 aziende; snellire eventualmente la governance, con l'istituzione di un tavolo di lavoro tra gli attuali Gruppi merceologici in cui l'Associazione è suddivisa; mantenere un rapporto di dialogo e concertazione con il Costruttore nazionale sui temi di interesse comune.

Tra gli obiettivi c'è anche quello di "dare un aiuto concreto all'internazionalizzazione, puntando su una vera logica di sistema che sfrutti le esperienze già maturate dalle aziende e dagli organismi istituzionali locali e nazionali, promuovere in ogni ambito istituzionale e di mercato il know-how italiano, fatto di cultura del fare, flessibile ed efficace, dello stile, dell'innovazione di prodotto e di processo e delle tante eccellenze che le nostre Associate rappresentano". Vavassori, che rimarrà in carica fino al 2014, si è anche soffermato sulla crisi attuale ed espresso di nuovo l'urgenza di un intervento strutturato da parte dello Stato. Francesco Profumo, Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, intervenuto all'incontro ha sottolineato due aspetti: "Da un lato puntare sulle cosiddette 'comunità intelligenti', andando a individuare specifici settori e cercando di non parcellizzarli, ma di valorizzare e far crescere le loro particolari competenze. Dall'altro lato, è importante che questo processo venga innescato anche dalla domanda del Paese, fondamentale per far nascere nuove realtà imprenditoriali technology-based sul territorio, che poi, una volta apitalizzate, possano crescere e diventare aziende a tutti gli effetti".

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Tag: Attualità , lavoro


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