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pubblicato il 10 aprile 2012

Fiat sottoproduzione? Fornitori via dall'Italia

ANFIA: senza una buona riforma del lavoro sarà deindustrializzazione

Fiat sottoproduzione? Fornitori via dall'Italia

Altro che paese industrializzato. L'Italia rischia la "deindustrializzazione". Ne sono convinti gli imprenditori che per quanto riguarda il settore auto annunciano gravi ripercussioni della situazione economica attuale sulla produzione dei componenti in Italia. Non solo si vendono poche auto, ma la riforma del lavoro a cui sta lavorando il Governo Monti rischia di aggravare il quadro portando un nuovo aumento di tassazione sulle imprese. "L'aggravio della tassazione che nel 2011 è stato di 1,2 miliardi sul nostro settore nel 2012 sarà di 2,2 miliardi: è una cosa enorme e avrà un effetto deprimente'', ha detto Mauro Ferrari, presidente dei componentisti dell'Anfia in occasione dell'assemblea annuale dell'associazione da cui il Lingotto è uscito poco tempo fa.

"Facciamo parte di un sistema che di anno in anno sta perdendo competitività - ha aggiunto -. Quest'anno verranno prodotte in Italia 500mila vetture. Attenzione, perchè la segmentazione della componentistica è fondamentale, una grossa fetta è costituita dalle grandi aziende e dalle multinazionali". Se Fiat scenderà sotto il livello di produzione attuale, che è considerata la massa critica minima sufficiente, le multinazionali della componentistica lasceranno il nostro paese. "La possibilità che altri costruttori vengano a produrre in questo paese, che vengano a fare gli assemblatori analogamente a quanto è accaduto in Gran Bretagna, con 30 punti di competitività perduti nei confronti della Germania negli ultimi dieci anni, non esiste. Nemmeno se glieli regalano gli stabilimenti vengono qui'', ha concluso, puntualizzando che se non si rende competitivo il sistema si profila "una deindustrializzazione alle porte".

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Tag: Mercato , produzione


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