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pubblicato il 4 aprile 2012

Aci: le 4 proposte per ridurre le tariffe Rc auto

Fra i suggerimenti a Monti anche niente risarcimenti per le lesioni lievi

Aci: le 4 proposte per ridurre le tariffe Rc auto

Le tariffe RC auto sono salite del 149,1% dal 1990 al 2010. Quale è la ragione? Secondo gli stessi assicuratori sono i costi dei sinistri che si ripercuotono sul prezzo della polizza: è partendo da questo presupposto che l'Aci ha formulato quattro proposte al Presidente del Consiglio Mario Monti che hanno l'obiettivo di ridurre i prezzi delle polizze fino al 40%. Le proposte nascono da una inchiesta sul mondo delle assicurazioni firmata dal giornalista di La Repubblica Vincenzo Borgomeo intitolata "Il Libro Nero della RcAuto" che è possibile consultare e scaricare gratuitamente a questo link. Per l'autore "La questione di fondo è semplice: chi truffa le assicurazioni danneggia la collettività esattamente come fanno gli evasori fiscali. Eppure, mentre in quest'ultimo caso il reato è visto da tutti noi come un modo odioso, ripugnante e vigliacco per rubare all'assistenza sanitaria, alle scuole e ai più bisognosi, le truffe ai danni delle assicurazioni, e quindi di tutti noi automobilisti, sono tollerate, considerate 'ruberie' minori". Ecco quali sono le quattro proposte.

RICHIESTA DI RISARCIMENTO ENTRO 90 GIORNI
Oggi è possibile chiedere risarcimento entro due anni dal sinistro. Per l'Aci e le assicurazioni è opportuno che tale termine venga abbassato a 90 giorni. Secondo l'Automobil Club "L'eccessiva lunghezza del termine vigente si presta a facili meccanismi speculativi da parte del falso danneggiato che potrebbe tentare di trarre profitto anche molto tempo dopo l'avvenuto incidente".

ALMENO 5 GIORNI PER L'ISPEZIONE
La seconda proposta riguarda il codice delle assicurazioni private, di recente modificato dall'art. 32 del dl n. 1 24 gennaio 2012, che ripristina il termine di almeno 5 giorni non festivi entro il quale il danneggiato deve mettere a disposizione le cose danneggiate per l'ispezione diretta ad accertare l'entità del danno. Il termine di 2 giorni che era stato introdotto di recente dalla legge di conversione n. 27/2012 del decreto legge, "risultava assolutamente oneroso per la compagnia di assicurazione impossibilitata ad effettuare perizia in un così breve lasso di tempo e allo stesso tempo facile espediente per chi vuole speculare sull'esistenza e sull'entità del danno" sostengono Aci e assicuratori.

I COLPI DI FRUSTA NON SI RISARCISCANO
La terza proposta dell'Aci è quella di rendere non risarcibili le lesioni di lieve entità, come il cosiddetto "colpo di frusta", non è documentabili clinicamente "qualora la documentazione medica non attesti con assoluta certezza e con il supporto di mezzi strumentali e clinici l'esistenza della lesione stessa". Qualcosa sul tema c'è già nei programmi del Governo. Su questo punto molti sono concordi che questa sia una proposta sbagliata sotto molti aspetti, dall'Associazione delle Vittime della Strada fino agli stessi medici legali. L'Aci spiega che le 700.000 denunce all'anno per colpo di frusta costano alle compagnie 2 miliardi all'anno, pari al 15% del valore totale dei sinistri annui.

RIPARAZIONE ALL'OFFICINA DELL'ASSICURAZIONE
L'ultima proposta dell'Aci è offrire alle compagnie la facoltà del "risarcimento in forma specifica", formula che indica la pratica non già di liquidare con un assegno il danno subito, ma di far riparare l'auto in un'officina convenzionata con la compagnia di assicurazione con la garanzia di due anni sulla riparazione per le parti soggette a usura. L'automobilista si può rifiutare, ma nel caso proceda alla riparazione in una officina di sua fiducia, quest'ultima può limitare la liquidazione del danno all'importo della fattura che avrebbe sostenuto presso la propria officina.

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Tag: Attualità , sicurezza stradale , assicurazioni , aci


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