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pubblicato il 4 aprile 2012

Roma, boom frodi benzina: 1 distributore su 2 irregolare

La GdF scopre un giro di 110.00 litri di carburante venduti in nero

Roma, boom frodi benzina: 1 distributore su 2 irregolare

Come se non bastassero i prezzi alla pompa in continua impennata, ad alleggerire le tasche degli automobilisti italiani ci si mettono anche le frodi e il mercato nero dei carburanti. Nell'ultima operazione, battezzata "Black Fuel", condotta dalla Guardia di Finanza di Roma, è stato accertato un dato che ha dell'inquietante: su 200 ispezioni a distributori effettuate dall'inizio dell'anno nella Capitale, sono state riscontrate irregolarità nel 47% dei casi. Come dire, a Roma un gestore su due fa il furbo. Il bilancio è di ventidue pompe e cinquantadue pistole erogatrici sequestrate e otto persone denunciate. Circa 110.000 i litri di carburante venduti in nero, per un giro d'affari di oltre 200.000 euro. Sequestrati, invece, in via amministrativa quattordici colonnine e trentadue pistole erogatrici, per violazioni della procedura di verifica del corretto funzionamento da parte della Camera di Commercio che ha emesso otto "ordini di aggiustamento" per altrettante colonnine che, pur presentando sigilli integri, fornivano quantitativi di prodotto difformi da quelli contabilizzati sul visore.

COME "SPARIVA" IL CARBURANTE
Le violazioni accertate dalle Fiamme Gialle di Roma riguardano la mancata corrispondenza tra prezzi esposti e prezzi alla pompa e l'alterazione degli apparecchi di erogazione. Uso o detenzione di misure o pesi con falsa impronta, frode nell'esercizio del commercio ed appropriazione indebita le ipotesi di reato formulate a carico dei benzinai truffaldini. Il business funzionava così: una colonnina di un impianto sul GRA romano ufficialmente guasta veniva invece utilizzata per rifornire automobilisti che pagavano in contanti, mentre due tecnici addetti alla manutenzione periodicamente provvedevano a riportare indietro il contalitri. La Guardia di Finanza si è insospettita per i continui interventi dei due tecnici e attraverso appostamenti e analisi dei tabulati telefonici è riuscita a risalire agli altri gestori di Roma e di altre province del Lazio che si tenevano regolarmente in contatto con i due tecnici, pratica vietata dalle leggi.

GESTORI: "EPISODI DA CONDANNARE"
Sull'operazione romana si è espressa l'associazione di categoria Faib Confesercenti, che ha auspicato "un immediato chiarimento dei fatti contestati, esprime ferma condanna degli episodi di scorrettezza che sarebbero stati rilevati" e sottolinea come "In un momento così difficile per la vita economica del Paese, con le famiglie che faticano a giungere a fine mese e gli stessi gestori in grandissima difficoltà per la contrazione delle vendite, arrivata in marzo a quota -25%, la categoria, pur attraversata da molteplici problemi, sta dando segnali di correttezza e di esemplarità. I comportamenti scorretti di qualcuno vanno perseguiti perché non possono rovinare la grande prova di sacrificio e serietà che la categoria nel suo complesso sta fornendo. In questo senso esprimiamo massima fiducia nelle autorità di controllo". L'associazione dei gestori ricorda "che la contrazione delle vendite, mentre risulta impercettibile per lo Stato e le compagnie, i cui introiti sono garantiti dalle continue variazioni dei prezzi, per i gestori si traducono in una automatica ed equivalente perdita secca del proprio reddito, a fronte di continui aumenti delle esposizioni finanziarie necessarie per rifornire gli impianti, a causa dei continui aumenti di benzina e gasolio, che il gestore deve anticipare".

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Tag: Attualità , roma , carburanti


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