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pubblicato il 4 aprile 2012

Crisi dell’auto in Europa: quali misure?

Uno dei mali che affligge il mercato europeo deriva dalle divisioni tra Costruttori

Crisi dell’auto in Europa: quali misure?

L'agenzia di rating internazionale Standard & Poor's prevede che il mercato europeo dell'auto perda almeno il 5% nel 2012 sul 2011, con il nostro Paese fra i protagonisti negativi (giù proprio del 5%). Se Fiat, Aston Martin e Peugeot hanno registrato risultati sotto le attese di S&P nel 2011, invece BMW, Daimler, Jaguar Land Rover e Volkswagen hanno segnato risultati superiori alle attese. Ma al di là delle velocità diverse dei Costruttori, questi sono divisi sulla politica che l'Unione europea dovrebbe adottare per rianimare il mercato.

INCONTRO Ue
Come ha anticipato il commissario all'Industria Antonio Tajani, il 6 giugno si terrà un incontro all'interno del gruppo "Car 21" con rappresentanti delle Case, delle istituzioni, ma anche dei sindacati. Il problema è che l'amministratore delegato del Gruppo Fiat-Chrysler (e presidente dell'Acea, l'associazione dei Costruttori europei), Sergio Marchionne, punta a esplorare nuovi mercati in Usa, Cina e India proprio per evitare la chiusura delle fabbriche nel Vecchio Continente, dove il mercato annaspa. Invece, secondo Volkswagen il problema è la bassa produttività e Ford Europa critica l'atteggiamento poco elastico dell'Unione europea in materia di chiusura di stabilimenti. Forse, l'accordo potrebbe essere trovato con un alleggerimento dei costi, evitando la delocalizzazione.

UNO VIA L'ALTRO
Obiettivo dell'Ue, evitare che altre fabbriche muoiano. In Europa, hanno già chiuso i battenti gli stabilimenti Opel ad Anversa, in Belgio, e quello della Fiat a Termini Imerese (Palermo, con la DR che pare non sia in grado di subentrare). La svedese Saab ha stoppato lo stabilimento di Trollhattan, idem Volvo la fabbrica di Uddevalla e Mitsubishi a Born, in Olanda.

EURO 7 STOP
Intanto a Bruxelles traccheggiano sulle future normative ambientali Euro 7, con l'Euro 6 che entrerà in vigore dal 1 settembre 2014 divenendo obbligatoria dal 1 gennaio 2016): stando a Tajani, "si tratta di valutare se sia possibile e in quale modo ridurre i costi delle Imprese".

Autore: Redazione

Tag: Attualità , immatricolazioni


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