dalla Home

Mercato

pubblicato il 3 aprile 2012

Opel: fra tagli e nuovi modelli

Per combattere la crisi, decine di novità. Ma anche tagli

Opel: fra tagli e nuovi modelli

Un cockatil fatto di due ingredienti semplici: 40 nuovi modelli entro il 2012 (sei per il 2012) e tagli. Ecco la ricetta Opel per uscire dalla crisi, che l'attanaglia ormai dal 2008. Un rosso profondo che angustia la Casa madre, l'americana General Motors, la quale è ben consapevole che la controllata tedesca sia legata a filo doppio al mercato europeo, sempre più in calo nei grandi Paesi (con la solita eccezione della Germania).

IL PROGETTO
In una riunione svoltasi nella sede di Russelsheim, il consiglio di sorveglianza di Opel ha pianificato di tornare a fare profitti, aumentare il fatturato, migliorare i margini, nonché ridurre i costi: è chiaro che si tratta di obiettivi raggiungibili anche attraverso taglia salariali per arginare le perdite finanziarie. Fino al 2014, invece, nessun licenziamento; ma da quella data verrà messa in discussione la sopravvivenza dello stabilimento inglese di Ellesmere Port e di quello tedesco di Bochum. Mentre la fabbrica di Eisenach non dovrebbe rischiare, stando almeno alla versione ufficiale della Casa tedesca.

IN BILICO
Secondo l'Handelsblatt, quotidiano di Dusseldorf, da 12 anni la Casa tedesca non produce alcun profitto e nel 2011 ha chiuso i conti con un passivo di 575 milioni di euro. E la stessa città di Bochum soffre un processo di deindustrializzazione: "La Nokia aveva chiuso i propri impianti quattro anni fa, lasciando a casa migliaia di addetti e, solo lo scorso anno, la stessa Opel aveva cancellato 2.000 posti di lavoro". Non sono bastate le ristrutturazioni e le politiche di contenimento dei costi sin qui perseguite: il miracolo economico post-bellico, Opel, è divenuto negli scorsi anni un problema non da poco anche a livello politico, con la cancelliera tedesca Merkel sempre in primo piano nelle vicende che avevano come protagonista il Costruttore teutonico. È stato così anche quando pareva che Fiat potesse acquisire Opel da GM, una vicenda che ha suscitato non poche polemiche. Alla fine, sembrava che gli americani avessero deciso di vendere a un consorzio del quale faceva parte l'azienda austriaca Magna; ma GM, una volta ottenuti gli aiuti statali, decise di non vendere più la controllata tedesca.

LA POLITICA
Al di là della pioggia di nuovi modelli e dell'offensiva di prodotto, il futuro dello stabilimento di Bochum (3.200 lavoratori, con un indotto di 20.000 addetti) si intreccia con la politica, visto che la città è uno dei più importanti siti industriali della Ruhr, nel Land del Nord Reno-Vestfalia, dove fra un mese si vota. La chiusura della fabbrica di Bochum sposterebbe pesantemente gli equilibri. Secondo la stampa locale, General Motors cercherebbe di utilizzare la campagna elettorale per scroccare aiuti finanziari statali a favore di Opel.

Autore: Giovanni Notaro

Tag: Mercato , Opel


Top