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pubblicato il 2 aprile 2012

Marchionne: lo voteresti personaggio influente?

La rivista Time invita i lettori a votare i 100 più influenti del pianeta

Marchionne: lo voteresti personaggio influente?

Che lo sia abbia in simpatia o no, che si condivida la sua politica manageriale, che lo si ritenga un manager troppo "duro" o un dirigente semplicemente realista, è senza dubbio da considerare una delle persone più influenti del globo terracqueo: parliamo di Sergio Marchionne, amministratore delegato del Gruppo Fiat-Chrysler. E il punto è proprio questo: uno dei più influenti, ma nei primi 100? La rivista Time invita i suoi lettori a votarli sul proprio sito, scegliendoli da una lista preconfenzionata di 200 personalità, fra uomini e donne.

I SÌ E NO
Il settimanale Usa chiede sia i consensi, com'è ovvio, ma pure i dissensi sulla rilevanza di ciascuna delle persone elencate. E fra gli italiani in "concorso", abbiamo, oltre al manager in pullover, anche il premier Mario Monti, e il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi. Per la cronaca, la concorrenza è agguerrita: in particolare, Erik Martin, direttore generale del sito Reddit (contro la limitazione delle libertà su Internet), il candidato repubblicano alle presidenziali americane Ron Paul, Barack Obama, la cantante Lady Gaga, il fenomeno del Barcellona Lionel Messi, La votazione si concluderà il 6 aprile. Voi metteresti Marchionne fra i primi 100?

"SALVATORE DELLA CHRYSLER"
A ora, Marchionne sul sito del Time viaggia attorno ai 1.350 sì e 1.634 no, ed è fuori dai top 100. Ma perché la rivista l'ha inserito fra i candidati? Semplice: per aver "salvato 40.000 posti di lavoro in Chrysler". E a tale proposito, come ha ricordato il manager stesso qualche giorno fa, l'apporto di Chrysler a Fiat per soli sette mesi nel 2011 "è stato determinante. L'alleanza ci ha offerto un'opportunità unica e probabilmente irripetibile per tonare a giocare da leader del settore". Aggiungendo che "la soglia minima per garantire a un Costruttore generalista un adeguato ritorno economico é intorno a sei milioni di vetture l'anno e noi ci arriveremo nel giro di tre anni con almeno un milione di vetture derivate dalla stessa piattaforma. Né Fiat né Chrysler ce l'avrebbero fatta da sole nel lungo termine". In futuro, ha proseguito Marchionne, Torino e Detroit "possono ampliare le rispettive gamme di prodotto e sfruttare nel modo migliore la capacità installata. Grazie all'alleanza con Chrysler, la Fiat europea ha la grande occasione di rientrare in un disegno globale beneficiando della possibilità di esportare in mercati extra-europei e condividendo il costo di sviluppo di architetture che avranno un'applicazione parallela in America".

Autore: Redazione

Tag: Attualità , VIP , dall'estero


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