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pubblicato il 30 marzo 2012

Caro benzina: ci mancava solo la 'tassa sulle disgrazie'

Con i carburanti vicini ai 2 euro, è in arrivo l’ennesima accisa

Caro benzina: ci mancava solo la 'tassa sulle disgrazie'

Mentre Federauto (rappresenta i concessionari) si complimenta ironicamente col Governo Monti perché la benzina s'invola verso 2 euro al litro, arriva un'altra batosta sulla testa degli automobilisti italiani. No, non parliamo del prezzo del petrolio, delle tensioni internazionali, delle guerre, delle crisi, della Cina che consuma, delle speculazioni, ma molto semplicemente (e tristemente) del prelievo fiscale. Perché l'Erario, già famelico (due terzi del litro di benzina se ne vanno fra accise e Iva), si dimostra insaziabile: la commissione Affari costituzionali del Senato ha dato il via libera al ripristino dell'automatismo per il finanziamento del fondo "imprevisti per le calamità naturali". Insomma, la "tassa sulle disgrazie". Voluta da tutti: l'ok è bipartisan. In caso di una qualsiasi sciagura, come un terremoto, c'è l'obbligo per le Regioni di aumentare le accise sui carburanti se prelevano risorse dal fondo in seguito a calamità naturali.

PERCHÉ?
La commissione Affari costituzionali, ha spiegato il presidente Carlo Vizzini, si è adeguata al parere della commissione Bilancio, che ha bocciato la norma introdotta alla Camera. Il fatto è che - almeno secondo la spiegazione ufficiale - il venir meno dell'automatismo avrebbe svuotato il fondo creando poi problemi di finanza pubblica. L'emendamento è firmato da Filippo Saltamartini (Pdl), Marina Magistrelli (Pd), Francesco Casoli (Pdl), Silvana Amati (Pd), Salvatore Piscitelli (Cn), Luciana Sbarbati (Udc).

SIAMO MESSI MALE
Con un rincaro di oltre il 18% in un anno, l'Italia è la maglia nera in Europa: è il Paese in cui il costo della benzina è aumentato di più tra febbraio 2011 e febbraio 2012. Lo dice una classifica pubblicata dall'Economist. Qualche paragone: negli Usa, l'incremento annuo è stato del 12%, in Germania sfiora 7%, in Grecia (che sempre più osservatori accomunano all'Italia) l'aumento è dell'8%. E in Francia, i prezzi sono diminuiti.

IN ATTESA DI ALTRI SACRIFICI
Se arriverà anche la "tassa sulla disgrazia", dopo i recenti aumenti delle accise e il possibile rialzo dell'Iva al 23% da ottobre, c'è davvero da chiedersi se i sacrifici li debbano fare in primis gli automobilisti. In attesa che arrivino i veri tagli ai costi della politica, per redistribuire il ricavato a dipendenti e pensionati.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , tasse , carburanti


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