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pubblicato il 29 marzo 2012

A marzo l'auto crollerà del 32%

Lo prevede Federauto che si "complimenta" col Governo Monti

A marzo l'auto crollerà del 32%

Marzo sta per finire e quando tra pochi giorni il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti renderà noti i risultati delle immatricolazioni la caduta sarà vertiginosa. "Ad oggi il mercato dell'auto di marzo, sui pari giorni lavorativi dello scorso anno, registra un -32% circa -, dice Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto, in una nota -. Questo il dato al netto delle kilometrizero che verranno immatricolate domani dalle Case e dai concessionari, ma che non riusciranno a modificare sostanzialmente questi numeri".

TROPPI RINCARI SULL'AUTO
Ad uccidere la domanda, secondo l'associazione che raggruppa i concessionari ufficiali di tutti i marchi commercializzati in Italia di auto, veicoli commerciali e veicoli industriali, è stato "l'attacco concentrico all'auto fatto a colpi di accise sui carburanti, aumenti di IVA, superbollo per le auto prestazionali, aumento dei pedaggi autostradali ed RC". Ed il "silenzio" del Governo Monti sulle proposte di Federauto, dice ancora Bernacchi, apre una voragine su un settore che in Italia fattura l'11,6% del Prodotto Interno Lordo, contribuisce con il 16,6% al gettito fiscale nazionale e dà lavoro a 1.200.000 persone. Traguarderemo nuovi record negativi sull'occupazione, sull'inquinamento, sulla vetustà del parco circolante? Se qualcuno non interviene sarà inevitabile".

SEMPRE PEGGIO
A questo punto il presidente si complimenta con il Governo Monti che "inanella, giorno dopo giorno, una serie di record. E' di oggi la notizia che il prezzo della benzina nei distributori IP e Shell supera 1,9 euro al litro (rispettivamente 1,905 e 1,900). Nuovo massimo anche per il diesel a 1,795 euro al litro - dice la nota -. Da questo punto di vista siamo tra i primi al mondo! E questo soprattutto grazie al carico fiscale applicato ai carburanti. A questo punto non resta che puntare ai 2 euro al litro per poi perseguire con caparbietà il raddoppio e arrivare a 4. Così non ci pensiamo più".

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Tag: Mercato , immatricolazioni , lavoro


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