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pubblicato il 29 marzo 2012

Ztl con radiofrequenze: sarà un’invasione?

Il Garante della privacy dice sì all'uso della tecnologia Rfid per la Ztl di Verona

Ztl con radiofrequenze: sarà un’invasione?

Zona a traffico limitato, Ztl ormai un po' per tutti gli italiani, visto come si sta diffondendo nelle nostre città: c'è una novità importante. È vero che si tratta di una notizia a livello locale (Veneto), ma trattasi di un precedente che può aprire la via a futuri sviluppi lungo lo Stivale. Succede che è arrivato il sì del Garante della privacy: il Comune di Verona può adottare un sistema basato sulla tecnologia Rfid (Radio Frequency Identification), per la registrazione dell'orario di ingresso e di uscita dalla Ztl dei veicoli che trasportano merci.

CHE COS'È
Il sistema di rilevazione, nato per per far sì che i veicoli autorizzati allo scarico-carico merci non rimangano nella Ztl oltre il limite concesso dalle ordinanze (comminando sanzioni), utilizza la tecnologia Rfid: identifica le vetture attraverso onde elettromagnetiche, leggendo un "tag" (un'etichetta installata sulle vetture autorizzate contenente un codice univoco) grazie ad antenne poste in corrispondenza dei varchi. Il Comune non avrà la possibilità di tracciare in modo continuativo i veicoli da monitorare, perché non viene registrata alcuna informazione sul percorso seguito e l'unica informazione restituita dal sistema è il Tag. L'amministrazione è il titolare del trattamento dei dati personali effettuato attraverso il predetto sistema; e il responsabile sarà il comandante del corpo di Polizia municipale, il quale definirà le modalità e i criteri di accesso da parte degli incaricati, anche sotto il profilo della sicurezza. Il Comune di Verona ha evidenziato che il trattamento di dati personali mediante il sistema, non ancora iniziato, sarà effettuato "nel rispetto di misure e accorgimenti a garanzia degli interessati".

OK, PURCHÉ...
L'approvazione del Garante è vincolata: il Comune dovrà fornire idonea informativa ai possessori dei veicoli, e adottare adeguate misure di sicurezza, stabilendo tempi precisi di conservazione dei dati. Va bene registrare gli ingressi; ma poi tutto va cancellato in uscita se non c'è infrazione. Un po' come avviene per i Tutor in autostrada: le targhe delle auto in regola col limite di velocità vengono cestinate in automatico. A tutela della libertà e dignità degli interessati, nonché a garanzia del divieto di controllo a distanza dell'attività dei lavoratori, il Comune di Verona ha rappresentato, infine, che il sistema Rfid in esame non consente "di tracciare in modo continuativo i veicoli da monitorare, perché non viene registrata alcuna informazione sul percorso seguito.

RECIDIVI
E comunque, verrebbero sanzionati solo i recidivi. Per esempio, con la sospensione dell'autorizzazione per un periodo di tempo a seguito della reiterata uscita oltre i limiti. Dopodiché, se il sanzionato insiste a entrare illecitamente durante lo stop, scatterebbe la multa. Ma si dovranno individuare diversi livelli di accesso in corrispondenza delle specifiche mansioni attribuite ad ogni singolo operatore, ivi compresi gli addetti alla gestione e alla manutenzione del sistema, distinguendo coloro che sono unicamente abilitati ad accedere ai dati trattati dai soggetti che invece possono anche effettuare, a determinate condizioni, ulteriori operazioni.

SPUNTERANNO COME FUNGHI?
A questo punto, è lecito chiedersi se il Grande Fratello si evolverà. Una ventina d'anni fa, pareva impossibile pensare a città con strade controllate dalle telecamere, Ztl, pedaggi medievali in stile Ecopass e Area C, Tutor che calcolano la velocità media in autostrada; adesso, potrebbe arrivare la fase due: varchi elettronici basato sulla tecnologia Rfid (Radio Frequency Identification), registrare l'orario di ingresso e di uscita. E multare...

Autore: Redazione

Tag: Attualità


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