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pubblicato il 28 marzo 2012

Decreto liberalizzazioni, cosa cambia per i taxi

Più licenze e una nuova Authority per migliorare la qualità del servizio

Decreto liberalizzazioni, cosa cambia per i taxi

Decreto liberalizzazioni, la questione taxi è stata bollente: sin da subito, i tassisti hanno proclamato scioperi un po' in tutta Italia, per un provvedimento che a loro dire li penalizzava. In seguito, con gli emendamenti in Senato, le acque si sono un po' calmate, anche se ovviamente, nel gioco delle lobby e delle pressioni, mai nessuna parte si dichiara del tutto soddisfatta. Comunque, se il Decreto liberalizzazioni ha ricevuto l'approvazione del Senato il 1° marzo, la Camera ha dato l'ok al Disegno di legge sulle liberalizzazioni con il voto di fiducia di giovedì 22 marzo, e infine, il 24, il presidente della Repubblica ha firmato il testo: ed ecco l'agognata Legge numero 27 del 24 marzo 2012, fortemente voluta dal premier Mario Monti, seppure un po' polemico nelle scorse ore ("Se il Paese non è pronto, posso anche andarmene").

LICENZE
La chiave si chiama "licenze". Aumenterà il numero delle licenze con la possibilità di avere autorizzazioni part time; inoltre, si potrà esercitare al di fuori della propria area d'azione, previa autorizzazione dei sindaci interessati. Il tutto, in attesa della nascita dell'Authority dei trasporti; nel frattempo, sarà l'Autorità per l'energia ad adeguare i livelli di offerta del servizio taxi, delle tariffe e della qualità delle prestazioni alle esigenze dei diversi contesti urbani. In che modo? Seguendo criteri di ragionevolezza e proporzionalità, con l'obiettivo di garantire un maggior servizio ai cittadini. Insomma, si punta a far risparmiare chi usa i taxi.

CAPOVOLGIMENTO
Stando al testo originario, l'Autorità dei trasporti avrebbe fissato le licenze dei taxi, con il parere dei Comuni; ma poi c'è stato il ribaltone: sono i Comuni a stabilire le licenze, sentito il parere non vincolante dell'Autorità. Qui sta il cuore della vicenda. L'articolo 36 della Legge stabilisce che, per le attività di regolazione dei servizi di pubblica utilità, è istituita l'Autorità di regolazione dei trasporti, la quale opera in piena autonomia e con indipendenza di giudizio e di valutazione. Con particolare riferimento al servizio taxi, monitora e verifica la corrispondenza dei livelli di offerta del servizio taxi, delle tariffe e della qualità delle prestazioni alle esigenze dei diversi contesti urbani, allo scopo di garantire il diritto di mobilità degli utenti.

QUALI LINEE GUIDA
Comuni e Regioni, nell'ambito delle proprie competenze, provvedono, previa acquisizione di preventivo parere da parte dell'Autorità, ad adeguare il servizio dei taxi. L'incremento del numero delle licenze avverrà se ritenuto necessario anche in base alle analisi effettuate dalla Autorità per confronto nell'ambito di realtà europee comparabili, a seguito di un'istruttoria sui costi-benefici anche ambientali. Il tutto in relazione a comprovate e oggettive esigenze di mobilità e alle caratteristiche demografiche e territoriali, bandendo concorsi straordinari in conformità alla vigente programmazione numerica.

DEROGA
La deroga a quelle linee guida può avvenire se la programmazione numerica manchi o non sia ritenuta idonea dal Comune ad assicurare un livello di offerta adeguato, per il rilascio, a titolo gratuito o a titolo oneroso, di nuove licenze. Fissando, in caso di titolo oneroso, il relativo importo. E individuando, in caso di eccedenza delle domande, uno o più criteri selettivi di valutazione automatica o immediata. I proventi derivanti dal rilascio di licenze a titolo oneroso sono finalizzati ad adeguate compensazioni da corrispondere a coloro che sono già titolari di licenza. Per i titolari di licenza, d'intesa con i Comuni, c'è una maggiore libertà nell'organizzazione del servizio sia per fronteggiare particolari eventi straordinari. Possibile sviluppare nuovi servizi integrativi come il taxi ad uso collettivo. È consentita una maggiore libertà nella fissazione delle tariffe, la possibilità di una loro corretta e trasparente pubblicizzazione a tutela dei consumatori, prevedendo la possibilità per gli utenti di avvalersi di tariffe predeterminate dal comune per percorsi prestabiliti.

QUALITÀ
Altro obiettivo della Legge, migliorare la qualità di offerta del servizio, individuando criteri mirati ad ampliare la formazione professionale degli operatori con particolare riferimento alla sicurezza stradale e alla conoscenza delle lingue straniere.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , taxi


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