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pubblicato il 26 marzo 2012

"L'auto elettrica ha bisogno di incentivi"

Lo sostiene Volvo, che critica la politica dell'Unione europea

"L'auto elettrica ha bisogno di incentivi"

L'Unione europea sta sbagliando con l'auto elettrica. La politica che Bruxelles sta mettendo in atto non riuscirà a farle prendere piede come stimato. Lo studio della Commissione europea Una Strategia Europea per Veicoli Puliti ed Efficienti sul Piano Energetico è poco "realistico". Secondo Stefan Jacoby, Presidente e CEO di Volvo Car Corporation, entro il 2020 la quota di mercato per i veicoli elettrici e gli ibridi plug-in non riuscirà ad arrivare al 3-4%, ma "considerando l'assenza di incentivi statali coordinati e gli elevati costi del sistema a batteria supererà a fatica il traguardo dell'1%". Il numero uno della casa svedese non risparmia critiche all'Unione europea e chiede una maggiore collaborazione tra produttori e governanti.

"Gli sforzi fatti dall'industria automobilistica per ridurre i costi non arrivano a compensare del tutto il costo supplementare del sistema a batteria. Secondo Volvo, la mobilità elettrica deve essere realizzata attraverso la cooperazione fra l'industria automobilistica, i governi nazionali, i fornitori di infrastrutture, le aziende energetiche e gli istituti scientifici", dice Jacoby. Il prezzo finale ai consumatori è ancora troppo alto e solo l'Ue può contribuire ad abbatterlo. "Volvo Car Corporation esorta la Ue a coordinare gli incentivi, sostenendo al tempo stesso le iniziative di ricerca e sviluppo - ha detto Jacoby durante un seminario - . Nel caso ciò non avvenisse, l'industria automobilistica europea rischierebbe di perdere la leadership tecnologica che detiene attualmente". A lungo termine, secondo Jacoby, "ciò potrebbe mettere a rischio la competitività del nostro settore e i posti di lavoro in Europa".

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Tag: Mercato , Volvo , incentivi , auto elettrica , unione europea


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