dalla Home

Attualità

pubblicato il 23 marzo 2012

Infrastrutture per sbloccare l’Italia

È la proposta del Censis, che registra un crollo degli investimenti del 35% in 20 anni

Infrastrutture per sbloccare l’Italia

La parabola discendente pare senza fine: parliamo degli investimenti in opere pubbliche: -35% negli ultimi vent'anni secondo il Censis, Centro studi investimenti sociali, istituto di ricerca socio-economica. Per questo, il 61% degli italiani teme in futuro un Paese più congestionato: più traffico, meno "ossigeno", meno spazio per chi si muove.

DAL 1990... INGIÙ
Infatti, dal 1990, in Italia gli investimenti in opere pubbliche sono diminuiti fino agli attuali 29 miliardi di euro, a fronte di un aumento del Pil nello stesso periodo del 21,9%. Le cause? Le indagini giudiziarie di Tangentopoli hanno rappresentato uno shock per l'economia, ma la spesa per prestazioni sociali è arrivata a 442,6 miliardi di euro, aumentando nello stesso periodo 1990-2010 del 397,4%. Soldi per pensioni, sanità, assistenza, rinunciando al miglioramento dei beni collettivi, come le infrastrutture. Per non parlare della popolazione che invecchia.

CHE DIVARIO
Così è cresciuta la differenza con gli altri grandi Paesi europei, che hanno investito in infrastrutture. Dal 1990 la rete autostradale è cresciuta in Italia del 7%, nel Regno Unito dell'11,9%, in Germania del 16,5%, in Francia del 61,8%, in Spagna addirittura del 171,6%. Mentre, con 605 auto ogni mille abitanti, superiamo la pur dotata Germania del 18,6%, del 21% la Francia, del 26,6% la Spagna e del 28,7% il Regno Unito.

URGONO STRADE
Secondo un'indagine Censis-Rur, il 58% degli italiani è convinto che per tornare a crescere è indispensabile realizzare infrastrutture. Però il 59% prevede di usare meno l'auto e il 68% pensa di ricorrere di più in futuro al trasporto pubblico. L'elevato costo del carburante può essere considerato un ulteriore elemento che spinge verso questo nuovo atteggiamento, tanto che le percentuali più alte si rilevano nel Mezzogiorno, dove il 71% dei residenti chiede più trasporto pubblico.

LA PROPOSTA
Il Censis propone allora di semplificare le procedure. In affiancamento al progetto preliminare dell'opera, dovrà essere consultato il territorio in modo da arrivare a un progetto definitivo di cui i cittadini siano informati e che recepisca il più possibile le esigenze legittime degli interessati. Poi, attraverso un Comitato di pilotaggio rappresentativo, il territorio potrà ricevere le informazioni e seguire lo stato di avanzamento dei lavori.

E IL PONTE SULLO STRETTO?
Ricerca del Censis a parte, sul tavolo resta sempre la questione del Ponte sullo Stretto di Messina. Proprio nelle scorse ore, il ministro dell'Ambiente Corrado Clini, ha chiarito che "il problema non è la valutazione di impatto ambientale, ma la decisione strategica del governo in merito alla realizzazione o no dell'opera". Intanto, è giunto via libera dell'Unione europea alle proposte della Commissione Ue per le reti Ten-T, ossia 10 corridoi di trasporto prioritario intermodale da realizzare entro il 2030. Il budget messo a disposizione dalla Ue è di 31,7 miliardi: la rete connetterà 86 porti con ferrovie e strade, 37 aeroporti con collegamenti ferroviari nelle città. Per il commissario ai Trasporti Sim Kallas, il progetto approvato oggi rappresenta il ''cuore del sistema dei trasporti europeo''. Ma il Ponte sullo stretto di Messina non rientra nei progetti.

Autore: Redazione

Tag: Attualità


Top