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pubblicato il 22 marzo 2012

De Tomaso: il partner cinese non c'è

Salta l'incontro al Mise. Lavoratori infuriati, ma Rossignolo chiede tempo

De Tomaso: il partner cinese non c'è
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Dopo tre rinvii, Hotyork, il partner cinese che avrebbe dovuto rilevare la maggioranza dalla De Tomaso, non si è presentato al tavolo aperto con il Ministero dello Sviluppo Economico e i legali italiani del marchio rilevato dalla famiglia Rossignolo non hanno fornito nessuna notizia sui 60 milioni necessari a ottenere la cassa integrazione per ristrutturazione e far ripartire il progetto Deauville. E' questa ad oggi la situazione della De Tomaso e dei suoi 900 lavoratori, per i quali si prospetta invece la cassa straordinaria per crisi che verrà decisa al Ministero del Lavoro.

"Il gruppo cinese ha molti soldi, ma poca esperienza in operazioni extra Cina" ha spiegato l'ad Gian Luca Rossignolo. "Si sono accumulati ritardi anche per errori commessi. Operazioni di questo tipo richiedono 6-8 mesi" e conferma: "Il contratto è stato firmato a febbraio. Sono mortificato e mi scuso con i lavoratori. Capisco che ora si debba arrivare a un decreto di cassa, anche se per crisi, pur di garantire l'indennità di marzo". Di diverso avviso i sindacati: "C'è una responsabilità oggettiva dell'azienda perché a parole c'è l'intenzione di andare avanti, ma mancano gli impegni concreti" sottolinea Vittorio De Martino della Fiom. Le maestranze della De Tomaso sono in difficoltà da mesi: i piemontesi da gennaio sono sostenuti dalla Regione, mentre i lavoratori toscani della ex Delphi sono senza stipendio dall'inizio dell'anno. La De Tomaso ha ottenuto 7 milioni di fondi pubblici per la formazione dei dipendenti, prima avviata e poi sospesa e per mancanza di liquidità non ha pagato alla Regione Piemonte l'affitto dello stabilimento Sit di Grugliasco.

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Tag: Attualità , cina


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