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Mercato

pubblicato il 20 marzo 2012

Marchionne chiede all’Ue di farsi "furba"

Per il presidente dei costruttori l'Europa è "aperta" ma "ingessata"

Marchionne chiede all’Ue di farsi "furba"

Il giorno dopo il confronto con il premier Mario Monti, oggi Sergio Marchionne si è nuovamente imbattuto nella politica: in veste di presidente dell'ACEA (l'associazione dei carmaker europei), l'ad del Lingotto ha incontrato a Bruges (in Belgio) il commissario europeo al commercio Karel de Gucht. In questa sede, come portavoce dell'industria automobilistica del Vecchio Continente, il numero uno del Gruppo Fiat-Chrysler ha definito il mercato continentale come un "pesce grosso" per i competitor mondiali, che possono sfruttare gli accordi di libero mercato per spartirsi una torta da 500 milioni di consumatori mentre fuori dal continente (come in India) sono ancora in vigore politiche protezionistiche.

LIBERISMO vs PROTEZIONISMO
La richiesta fatta da Sergio Marchionne affinché l'Unione europea si adoperi per garantire alle case automobilistiche condizioni eque in cui competere a livello mondiale parte da considerazioni sulla globalizzazione, definita dal manager italo-canadese "dirompente, ma anche sinonimo di trasformazione, nonché di nuove opportunità di vendere e di crescere". Il presidente dell'ACEA ha quindi chiesto che l'Europa tuteli maggiormente l'economia dell'automobile, favorendo la struttura interna dei mercati nei Paesi dell'eurozona per guadagnare in competitività verso l'esterno. Ecco perché si suggerisce un cambio di rotta nelle politiche comunitarie del commercio, in modo da incrementare il livello delle vendite e degli investimenti sui mercati globali.

LA PRUDENZA NON E' MAI TROPPA
Marchionne ha infatti rilevato come "ci troviamo nella situazione bizzarra in cui l'Europa sta stipulando un accordo di libero scambio dopo l'altro e non sempre con vantaggi reciproci. A livello interno, invece, siamo affetti da rigidità e vincoli esterni che limitano la nostra competitività". Il rappresentate dei costruttori automobilistici ha poi spostato l'attenzione dei vertici dell'Ue sulla necessità di monitorare le regolamentazioni dei singoli mercati domestici, con un monito: "il modo in cui l'Ue ha affrontato la Corea del Sud è un esempio di come non dovrebbero essere gestiti gli accordi commerciali, gettando imbarazzo nei rapporti con Giappone e India, dove la posta in gioco è ancora più elevata". A margine dell'appuntamento di Bruges, Sergio Marchionne ha infine parlato di Fiat e dell'Italia, a proposito del piano industriale che farà nascere a Mirafiori due SUV di segmento B marchiati Fiat e Jeep: il giorno dopo l'incontro con Mario Monti l'ad del Lingotto ha riconosciuto come il nuovo Governo sia stato elemento decisivo per decidere di continuare ad investire in Italia.

IL RUOLO DELL'AUTO NELL'ECONOMIA
Per comprendere meglio il ruolo dell'ACEA nelle dinamiche fra le economie mondiali, ricordiamo che i membri dell'associazione sono BMW Group, DAF Trucks, Daimler, FIAT S.p.A., Ford Europe, General Motors Europe, Hyundai Motor Group, Iveco S.p.A., Jaguar-Land Rover, MAN Truck & Bus, Porsche, PSA Peugeot-Citroen, Renault Group, Scania, Toyota Motor Europe, Volkswagen Group, Volvo Car Corporation, Volvo Group. Globalmente danno occupazione ad oltre 2,3 milioni di persone e alimentano supportare altre 10 milioni di posti di lavoro nell'indotto. Ogni anno, i membri ACEA investono oltre 26 miliardi di euro in ricerca e sviluppo (il 5% del fatturato cumulato).

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Tag: Mercato , auto europee , VIP , unione europea , produzione


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