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pubblicato il 20 marzo 2012

Gli italiani chiedono gli incentivi auto

Il Parlamento però è in fase "riflessiva" e per cambiare auto serve anche altro

Gli italiani chiedono gli incentivi auto

Incentivi, carburante meno caro e (magari) abolizione del bollo. A questo punto gli italiani sarebbero pronti ad acquistare un'auto nuova. Lo sostiene il XIX Rapporto ACI-CENSIS 2011 che dà una nuova speranza al mercato delle quattro ruote. Il 2011 si è chiuso ancora negativamente, con un calo delle immatricolazioni del 10,88% dopo un 2010 a quota -9,2%, ma un certo clima di fiducia sembra essere tornato. Rispetto al 2010 la percentuale di automobilisti che si dichiara disposta a cambiare auto nei successivi 36 mesi è salita dal 30% al 57% e quella che intende farlo entro un anno è passata dal 3,9% al 7,4%. Le condizioni però devo essere favorevoli e, considerate le ultime manovre di Palazzo Chigi (superbollo; nuove accise sulla benzina; aumento dell'IPT e dell'IVA al 21%, mentre a ottobre salirà ancora fino al 23%), gli italiani dettano le loro richieste.

COSA CHIEDONO GLI ITALIANI AL GOVERNO
Che si tratti del Governo Monti o di un altro Governo, gli automobilisti chiedono innanzitutto tre cose per cambiare auto: incentivi (44%), abolizione del bollo (19%) e interventi mirati ad abbassare il costo del carburante (30,1%). Gli incentivi però, secondo le case auto, non bastano più. Il settore avrebbe bisogno di un piano di rilancio ben strutturato che prendesse in considerazione i diversi aspetti della filiera e avesse obiettivi di medio-lungo termine. Sul bollo auto nessuno al momento pare disposto a procedere con un'abolizione. Piuttosto i costruttori suggeriscono di combatterne l'evasione e di usare quei fondi per finanziare gli incentivi, mentre sul capitolo "benzina" c'è chi propone un taglio di 10 centesimi di tasse. E' il sindacato dei gestori (Figisc) che preme affinché il Governo Monti intervenga in questo modo, ma allo stato attuale la richiesta è senza risposta. Questo podio è seguito dal desiderio di vedere ridotte le spese legate all'assicurazione (18,6%), di avere auto low cost in listino (lo propone il 12,9% degli intervistati, ma non è chiaro quale cifra renderebbe secondo loro un'auto "low cost") o avere accesso a maggiori politiche scontistiche (14,5%). La spinta all'acquisto per alcuni potrebbe anche arrivare dalla defiscalizzazione delle pratiche assicurative (6,9%) o dal lancio sul mercato di vetture Made in Italy (4,3%).

IN PARLAMENTO LA DISCUSSIONE SUGLI INCENTIVI SI E' ARENATA
Gli ultimi incentivi auto risalgono al 2009 e si sono esauriti senza scivoli che ne attenuassero le conseguenze sul mercato. Risultato: cali a doppia cifra nelle immatricolazioni annue e continua richiesta da parte delle case di ottenere un sostegno almeno a breve termine. Fino al 2012 però non è arrivato un euro, ma solo la promessa del Governo Berlusconi di incentivare l'auto elettrica (già sostenuta da anni in altri Stati europei e non). Alla base c'erano le proposte degli Onorevoli Agostino Ghiglia (PDL) e Andrea Lulli (PD), ma il crollo dell'esecutivo ha interrotto i lavori e attualmente siamo "in una fase 'riflessiva'", ha detto una fonte vicina alla commissione Trasporti interpellata da OmniAuto.it. La crisi ha reso necessaria la considerazione di "altre urgenze (semplificazioni, liberalizzazioni, ...)" e va considerata la difficoltà a reperire la necessaria copertura finanziaria.

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Tag: Attualità , immatricolazioni , incentivi


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