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pubblicato il 19 marzo 2012

Benzina: c’è chi propone un taglio di 10 centesimi di tasse

Il sindacato dei gestori (Figisc) in pressing sul Governo

Benzina: c’è chi propone un taglio di 10 centesimi di tasse

Accise, la maledizione per chi deve fare il pieno: sono le tasse sulla benzina e sul gasolio, che sommate all'Iva del 21% costituiscono circa due terzi del prezzo di un litro di carburante. Sicché per 2 euro di benzina, paghiamo allo Stato circa 1,3 euro di balzelli di vario genere, per i più disparati motivi, dalla guerra d'Etiopia al finanziamento del cinema italiano. Ma ora, di fronte, ai continui aumenti della benzina dovuti anche alle tensioni internazionali, la Figisc (sindacato dei gestori) va in pressing sul Governo, chiedendo un taglio delle accise.

UN ANNO INFERNALE
La Figisc parte dal presupposto che, da un anno a questa parte, il prezzo dei carburanti è aumentato mediamente di 30 centesimi/litro, ossia del 20%. Bene, di questi 30 centesimi, 9 sono dovuti all'aumento del petrolio, 21 all'aumento delle imposte. Tradotto, il 70% della responsabilità degli aumenti è da attribuirsi alle maggiori tasse. Così, abbiamo due record negativi: le imposte sui carburanti in Italia sono le più alte dell'intera Europa comunitaria e, di conseguenza, il più alto prezzo.

DOPPIA MAZZATA
Il caro-benzina picchia durissimo sia sulle famiglie e sulle imprese (a costare di più è il mantenimento dei veicoli, ma anche i beni di consumo, perché il costo dei trasporti sale), e gli stessi benzinai, per la contrazione dei consumi. Ecco allora l'appello del sindacato al Governo: riduca il peso delle accise sui carburanti, diminuendole di almeno 10 centesimi/litro, ripristinando la situazione ante 7 dicembre 2011, quando fu deciso l'aumento in un solo giorno di 10 centesimi per la benzina e di 14 per il gasolio. Il guaio, infatti, è che non esistono altre soluzioni per raffreddare i prezzi dei carburanti. I margini della distribuzione? Al netto, non valgono più di 2,5 centesimi/litro.

FEBBRAIO DRAMMATICO
Il prezzo è lievitato mediamente di 0,3 euro/litro, di cui 0,09 in dipendenza dell'aumento delle quotazioni del petrolio, ma ben 0,21 (pari al 70% dell'aumento complessivo del prezzo) per effetto dell'aumento delle accise. Così, i dati (provvisori) dei consumi di carburante di febbraio, pubblicati il 15 marzo dal ministero dello Sviluppo economico, rivelano un arretramento rispetto a febbraio 2011: la rete perde il 17% delle vendite, per un ammontare di 415 milioni di litri. Giù il consumo di benzina (-20%), e gasolio (-15 %). Sul dato cumulato dei primi due mesi del 2012, la perdita sale a 570 milioni di litri sullo stesso periodo del 2011. Senza considerare che, nel primo bimestre del 2012, si contano due giorni lavorativi in più dello stesso periodo dell'anno antecedente: il tonfo reale è di 750 milioni di litri.

CODACONS: NO IVA AL 23%
Il Codacons si spinge più in là, pensando al rincaro dell'Iva (passerà al 23% a ottobre 2012, due punti percentuali in più): "Il Governo deve correre ai ripari per evitare una catastrofe e una serie di rincari a catena in tutti i settori, provocati dai listini record dei carburanti". E ancora: "Il premier Monti deve emettere un decreto ad hoc per esentare benzina e gasolio dall'aumento dell'Iva al 23%, che provocherà una pericolosissima ondata di rincari alla pompa".

Autore: Redazione

Tag: Attualità , carburanti


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