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Interviste

pubblicato il 16 marzo 2012

La Jeep che nasce in Italia...

A Ginevra il responsabile del marketing europeo parla del futuro del marchio più iconico del Gruppo Fiat-Chrysler

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Una volta si chiamavano General Purpose e Campagnola, domani saranno conosciute come "B-Suv" e "B-Cuv": sono questi i nomi ufficiosi con cui gli addetti ai lavori identificano i SUV compatti di Fiat e Jeep che dovrebbero nascere a Mirafiori nel 2013 e 2014 sulla piattaforma della nuova Fiat Punto. Al Salone di Ginevra abbiamo incontrato Yann Chabert, responsabile del marketing per il brand Jeep in Europa, Medio Oriente e Nord Africa, con cui abbiamo parlato delle future strategie del marchio. L'ipotesi che Jeep stia traslocando in Italia è infatti supportata dai piani industriali dell'ad Sergio Marchionne: l'auto che dovrebbe sostituire la Fiat Sedici (forse sviluppando in chiave off-road la 500L) potrebbe quindi dare vita anche alla sorella minore delle Jeep Compass e Patriot.

INCLINE ALLA CONVIVENZA
"Integrare Jeep in Fiat è stato un processo del tutto naturale", esordisce Chabert parlando della storia del marchio americano, che nel corso degli anni ha periodicamente cambiato assetto proprietario (potete approfondire i 70 anni dalla nascita di Jeep nella nostra retrospettiva). Nel recente passato l'azionista Chrysler ha avuto difficoltà ad adattare la linea di prodotti Jeep all'Europa, ma ora l'unione con Fiat è in grado di affinare la mira, come conferma la nostra chiacchierata con il responsabile europeo del marketing di prodotto.

DALLA PUNTO NASCE LA 500 SUV
Le indiscrezioni - non confermate da Chabert - parlano infatti di una piattaforma comune che svilupperà il pianale "Small" dell'attuale Fiat Punto per evolvere nel "B-wide", conforme ai requisiti richiesti per superare i nuovi crash test. Il piano d'investimenti per il 2013-2014 a Mirafiori prevede una produzione di 280 mila auto all'anno, che si presume possano interessare due nuovi modelli: la 500L fuoristradata (la B-Cuv appunto, alias Compact Utility Vehicle di segmento B) e una variante Jeep (B-Suv, Sport Utility Vehicle di segmento B).

UNA TORTA APPETITOSA
Proprio nel 2014, le analisi di mercato prevedono che saranno 400.000 in Europa i potenziali clienti di vetture di segmento B "suvvizzate". Come Fiat-Chrysler, tutti i costruttori si sono mossi per essere presenti in questa nuova nicchia, ora rappresentata dalla Nissan Juke, dalla Opel Mokka e dalla MINI Countryman. In agenda sono previsti gli arrivi della Ford Ecosport, della Peugeot 2008 (variante SUV della 208), della Hyundai ix25, dell'erede della Honda HR-V, della Renault Captur e, fra le esponenti premium, Audi sta preparando la Q1, Mercedes la GLC e Volvo la XC40.

I NUOVI PROPOSITI DELLE GENERAL PURPOSE
Il nostro incontro con Yann Chabert a Ginevra si è concluso proprio sul tema dell'auto premium: "Jeep è ormai un brand a valore aggiunto, e lo sviluppo della linea di prodotti punterà sulla B-Suv per presidiare nuovi segmenti e incrementare l'efficienza riducendo i consumi". Ecco dunque la risposta che ha escluso la nostra curiosità sulla nascita di una Jeep essenziale, fedele alle sue origini di off-road essenziale e oggi declinabile alla mobilità di massa nei mercati trainanti di India e Cina.

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Tag: Interviste , Jeep , auto americane , ginevra , interviste


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