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pubblicato il 16 marzo 2012

Incontro Fiat-Governo: "Chiarirà molte cose"

Così Fornero: il governo "intende creare un ambiente favorevole alle imprese"

Incontro Fiat-Governo: "Chiarirà molte cose"

Oggi alle 16 ci sarà il primo incontro ufficiale fra i vertici del Gruppo Fiat e il Governo italiano, quello che tratterà delle prospettive occupazionali e del futuro del colosso industriale nel nostro paese. L'ordine del giorno del colloquio ufficiale fra il presidente del consiglio Mario Monti e l'AD Fiat Sergio Marchionne verterà principalmente sul piano di investimenti della Casa torinese e sul rischio di chiusura di altri stabilimenti Fiat. A seguire ci sarà un incontro a quattro dei ministri Elsa Fornero e Corrado Passera con Sergio Marchionne e il presidente John Elkann, incentrato su temi più specifici di Fiat.

SUL TAVOLO ANCHE LA RIFORMA DEL LAVORO
Elsa Fornero, dopo averlo annunciato in una informativa al senato, ha parlato di un colloquio che "chiarirà molte cose". Il ministro del lavoro, dopo i contatti avuti nelle ultime settimane con i vertici dell'azienda, ha riferito ai senatori della repubblica che Fiat "ha ribadito la volontà di continuare con il piano industriale presentato... e ritenuto destituite di ogni fondamento le notizie in merito alla chiusura". La stessa Fornero ha però aggiunto che i motivi che hanno sollecitato la sua informativa presuppongono "questioni molto più ampie che non quelle sulle quali questo Ministero del lavoro ha competenza". Questo può solo significare che le richieste e le pressioni giunte al governo in merito alla questione Fiat vanno al di là del delicato tema della riforma del lavoro e della tanto discussa abolizione dell'articolo 18 dello statuto dei lavoratori.

NIENTE AIUTI DAL GOVERNO
La prof.ssa Fornero ha anche voluto sottolineare come "non spetti al Governo aiutare, secondo meccanismi del passato, che peraltro non sono più consentiti in ambito europeo, le imprese a tirare avanti, magari galleggiando, perché ciò non è conveniente per l'economia, per l'occupazione, per la sostenibilità e per la economicità delle produzioni". Quello che il governo intende fare, ha continuato il ministro del welfare, è "creare un ambiente favorevole alle imprese, perché queste, non solo quelle che oggi ci sono, ma anche quelle che se ne sono andate e quelle che possono decidere dove fare investimenti, trovino motivo per investire ulteriormente nel nostro Paese".

FABBRICA ITALIA CONTINUA, NONOSTANTE GLI SCIOPERI
Dal canto suo il top management del Gruppo Fiat intende riproporre quanto annunciato con il piano Fabbrica Italia, quello da 20 miliardi di euro entro il 2014 che fino ad ora si è tradotto in circa 2 miliardi di investimenti: 1 miliardo a Mirafiori, 500 milioni alla ex Bertone di Grugliasco (per i piccoli SUV Alfa e Jeep) e 700 milioni a Pomigliano d'Arco. Dall'altra parte ci sono gli operai e tutti i lavoratori dell'indotto che attendono notizie sulle decisioni che verranno prese da Monti e Marchionne. Si tratta di un'attesa tutt'altro che passiva, visto che lo sciopero nazionale delle bisarche ha già sollevato le proteste della Casa torinese. In una nota ufficiale il Lingotto ha preannunciato un impatto negativo di circa il 10% sulle quote di mercato di marzo in Italia e all'estero, preannunciando anche che la possibile chiusura degli impianti italiani, ivi compreso lo stabilimento di Pomigliano d'Arco che produce la Nuova Panda.

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Tag: Attualità , auto italiane , torino , scioperi


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